Ucraina. Avviati negoziati per ristrutturare debito. Verso bancarotta controllata

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Marzo 2015 18:48 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2015 18:48
Ucraina. Avviati negoziati per ristrutturare debito. Verso bancarotta controllata

Ucraina. Avviati negoziati per ristrutturare debito. Verso bancarotta controllata

ROMA – Ucraina. Avviati negoziati per ristrutturare debito. Verso bancarotta controllata. L’Ucraina ha dato il via ai negoziati con i creditori per una ristrutturazione del debito. Il ministro delle finanze ucraino, Natalie Jaresko, ha spiegato che la ristrutturazione potrebbe “essere la combinazione di un taglio del capitale, una estensione delle scadenze e una riduzione delle cedole” per risparmiare 15 miliardi di dollari in 4 anni. Secondo quanto scrive il Financial Times, agli investitori potrebbe essere chiesto un ‘haircut’ fino al 50% per salvare Kiev dalla bancarotta.

Tra i principali creditori dell’Ucraina c’è anche la Russia che ha sottoscritto un bond da 3 miliardi di dollari, in scadenza proprio quest’anno. Mosca potrebbe quindi bloccare qualsiasi tentativo di ristrutturazione del debito ucraino. In totale Kiev nel corso del 2015 deve rimborsare titoli per 8 miliardi di dollari ad investitori esteri.

Il Fmi qualche giorno fa ha annunciato il suo accordo preliminare per un nuovo prestito a Kiev di 17,5 miliardi di dollari in quattro anni, in cambio di riforme. La somma rientra in un più ampio piano di aiuti stimato in 40 miliardi di dollari in quattro anni.

La ristrutturazione del debito, praticamente una bancarotta controllata, sarà condizionata a una serie di misure draconiane che impatteranno direttamente sulla popolazione già pesantemente gravata dalla crisi economica e dalla guerra sui confini orientali.

La grivna, la moneta nazionale, ha dimezzato il suo valore lo scorso anno e ha perso un altro 50% sul dollaro nei primi due mesi del 2015. Con una mossa da ultima spiaggia per arginare il crollo della valuta e un’inflazione salita al 30%, il 3 marzo scorso la Banca centrale ha alzato il tasso d’interesse di riferimento dal 19,5 al 30 per cento.

In cambio dei prestiti dell’Fmi il Governo ucraino dovrà mettere mano a una serie di riforme economiche molto difficili da attuare. La più importante è quella del settore energetico. Naftogaz, la compagnia statale del gas, è in profondo rosso, con un buco di 4 miliardi di dollari, pari a quasi il 6% del Pil. Per risanarla sarà necessario triplicare i prezzi del gas, impoverendo una popolazione già provata dalla crisi economica e dalla guerra con i ribelli filo-russi nell’Est del Paese. (Il Sole 24 Ore)