Ue smentisce di voler vigilare sulle riforme italiane e nega “nuovi impegni scritti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 settembre 2014 9:50 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2014 10:15
Jeroen Dijsselbloem (LaPresse)

Jeroen Dijsselbloem (LaPresse)

MILANO – “Tutti abbiamo impegni scritti, che si chiamano Patto di stabilità” e “nessun nuovo impegno scritto” è stato chiesto all’Italia: così il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem prima dell’avvio dei lavori dell’Ecofin risponde a chi gli chiede se all’Italia siano stati chiesti nuovi impegni scritti.

Jeroen Dijsselbloem, entrando alla riunione Ecofin che discuterà proprio del piano di investimenti ha spiegato: “Dobbiamo trovare il modo per generare più investimenti privati, tutti i Paesi che hanno margine di manovra nel bilancio dovrebbero considerare qual è l’investimento migliore nel loro Paese, può essere infrastrutture, ricerca e sviluppo, istruzione” . La ricetta, per Dijsselbloem, è una combinazione di investimenti pubblici e privati”.

Sull’Italia risponde alla domanda se sia vero che l’Europa abbia chiesto nuovi impegni scritti anche il commissario europeo agli affari economici Jyrki Katainen, lo stesso che nella giornata di venerdì 12 settembre aveva polemizzato con Renzi: “No, non abbiamo ancora valutato la situazione dell’Italia. Vogliamo collaborare molto strettamente con l’Italia” ha aggiunto Katainen arrivando all’Ecofin.

Oltre a smentire gli impegni scritti, l’Eurogruppo nega di voler vigilare sulle riforme di Italia e Francia emettendo giudizi e richiami di attuazione. Il piano smentito dall’Eurogruppo lo espone Repubblica in un articolo pubblicato sabato 13 settembre: 

“L’intento politico che prende piede a Bruxelles, con il sostegno di Berlino e un mezzo placet di Roma e Parigi, sarebbe di affidare alla prossima Commissione Ue a guida Juncker una ‘rivoluzione’ nella governance europea, nel tentativo di accentrare le decisioni di politica economica. In questo senso, i Paesi che più hanno difficoltà a uscire dalla recessione, ma che non sono passati sotto le cure della Troika (come la Francia e l’Italia), dovrebbero trasmettere un piano dettagliato di riforme, insieme ai conti pubblici, sul quale Bruxelles potrebbe poi emettere dei giudizi e dei richiami all’attuazione”.

Il controllo sulle riforme e la mezza cessione di sovranità piacerebbe però al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Ancora Repubblica:

“Una mezza fuga in avanti arriva però dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. A chi gli chiede di commentare questa cessione di sovranità, risponde: “Il controllo europeo sulle riforme è uno strumento utile, perchè è un controllo reciproco dei Paesi tra pari che si scambiano esperienze, non è solo un elemento di disciplina ma anche di apprendimento”. Spiega ancora: “Oggi l’Ecofin entra nel merito delle misure per il sostegno degli investimenti pubblici e privati. E’ una giornata importante perchè dà sostanza alle priorità che l’Italia ha messo sul tavolo dell’Agenda europea e che ha suscitato un dibattito importante”. Secondo il ministro, che fa gli onori di casa a Milano con l’Italia presidente di turno della Ue, l’Europa “si sta avviando verso una strategia basata su crescita e occupazione che era esattamente l’obiettivo della presidenza italiana”.