UniCredit, comitati in vista del cda sulla trimestrale. Incognita sul dopo Ermotti

Pubblicato il 2 Novembre 2010 19:43 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2010 20:22

Archiviato il passaggio tecnico alla Banca Unica, UniCredit guarda ora ai conti. E, proprio in previsione del cda del 9 novembre che licenzierà il terzo trimestre, domani si riuniranno nel pomeriggio i comitati strategico, governance e remunerazione.

Per Piazza Cordusio (oggi, 2 novembre, in Borsa +2,38%) restano comunque sul tavolo una serie di temi ancora irrisolti. Primo tra tutti, dopo il rimpasto nell’assetto di vertice con la nomina di Roberto Nicastro a direttore generale e di Paolo Fiorentino a Chief Operating Officer, l’amministratore delegato, Federico Ghizzoni, è chiamato a trovare il successore di Sergio Ermotti al corporate & investment banking.

Una scelta non facile, ma che dovrebbe avvenire in tempi brevi. Ghizzoni è, comunque, forte del fatto che da parte di Ermotti c’è piena collaborazione, tanto che il banchiere di Lugano ha assicurato che lascerà l’incarico solo quando sarà individuato il sostituto.

Nel toto-nomine si è già parlato di Theodor Weimer, numero uno di UniCredit in Germania. Al momento, però, quel che è certo è che un nome (italiano o straniero) ancora non c’è.

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Sullo sfondo resta poi la possibile uscita anticipata del presidente, Dieter Rampl. Un’ipotesi, peraltro smentita dal diretto interessato, ma che continua ad emergere sulla stampa.

Altra questione ancora insoluta è la valorizzazione di Piooner. Negli scorsi mesi si sono mostrati interessati alla controllata nel risparmio gestito di UniCredit alcune grandi banche e assicurazioni francesi, e in particolare Bnp Paribas, Amundi (piattaforma di risparmio gestito detenuta in partnership da Credit Agricole e Socgen) e Natixis.

Sul tappeto resta sempre poi il caso del peso libico nell’azionariato, con il governatore della Central Bank Of Lybia, Farhat Omar Bengdara che, anche recentemente, ha sottolineato che non esiste alcun asse arabo con gli altri soci di Tripoli della Libia né, tantomeno, con il fondo di Abu Dhabi Abaar.

Quanto, invece, alla trimestrale che sarà diffusa la mattina del 10 novembre, seguita dalla conference call di Ghizzoni, la stima di 22 analisti pubblicata sul sito del gruppo indica un utile di 391 milioni, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo dell’anno scorso. Mentre, per l’intero 2010, le previsioni indicano un risultato netto di 1.531 milioni.