Unicredit, utili -66,9%. Ghizzoni: “Il nostro obiettivo è pagare il dividendo”

Pubblicato il 3 agosto 2012 18:16 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2012 20:01
Federico Ghizzoni

Federico Ghizzoni (Foto Lapresse)

MILANO – L’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, non conferma né smentisce le voci secondo cui sarebbe stato convocato dai magistrati nell’ambito dell’inchiesta su Mediobanca-Fonsai.

”Non è mancanza di fiducia o rispetto verso Nagel, ma è rispetto verso la magistratura”, ha detto Ghizzoni citando l’amministratore delegato di Mediobanca indagato dalla procura di Milano.

Per quanto riguarda i conti del secondo trimestre resi noti il 3 agosto, Unicredit ha avuto un utile in flessione del 66,9% a 169 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il semestre si chiude, invece, con un calo del 18% a 1,1 miliardi.

Secondo Ghizzoni “il calo dell’utile netto è da imputare in particolare agli accantonamenti su crediti, con un rapporto di copertura in complessiva crescita in Italia nel trimestre. Il miglioramento della redditività operativa nel primo semestre attesta i continui progressi del turnaround in Italia”.

”Nonostante il rapido peggioramento del contesto economico mondiale, ha spiegato l’amministratore delegato, nel secondo trimestre 2012 il margine operativo lordo di Unicredit mostra una buona tenuta, sostenuto dal dinamismo che caratterizza l’attuazione del programma di riduzione dei costi previsto dal Piano strategico”. Ghizzoni evidenzia poi che ”il margine d’interesse tiene bene, nonostante il rallentamento dei volumi commerciali, mentre UniCredit raccoglie i frutti prodotti dal modello aziendale diversificato; ulteriore miglioramento anche del rapporto crediti su depositi”.

Per il manager l’obiettivo primario resta “cercare di pagare il dividendo”, ma “le decisioni sul dividendo vengono prese a fine anno o all’inizio dell’anno dopo. In questo senso, “non ci sono discorsi in corso con i soci”.

Unicredit ha chiuso le pendenze con le Agenzie delle Entrate per le operazioni di finanza strutturata del 2007, 2008, 2009, tra cui l’operazione Brontos per cui è stato indagato l’ex amministratore delegato, Alessandro Profumo, pagando 264,5 milioni di euro al fisco.

Secondo l’accusa, attraverso un’operazione di finanza strutturata, gli imputati avrebbero frodato il fisco per 245 milioni di euro, nell’interesse della banca. L’accusa per tutti i 20 imputati è di dichiarazione fraudolenta dei redditi con ostacolo alle indagini.

Per quanto riguarda l’inchiesta che ha coinvolto Nagel e Salvatore Ligresti su un presunto patto nell’ambito della fusione Unipol-FonSai, e alle voci che lo vedrebbero coinvolto, Vincent Bolloré (capofila dei soci esteri di Mediobanca e vicepresidente di Generali) ha detto all’Ansa che ”Il gruppo Bolloré, che investe in Italia da una quindicina d’anni nel settore della finanze e delle assicurazioni” afferma di ”aver acquisito diversi anni fa una partecipazione del 5% in Premafin in modo perfettamente chiaro e legale. Gli acquisti sono stati realizzati sul mercato attraverso un intermediario concordato, e le soglie e intenzioni sono state regolarmente dichiarate alle autorità competenti e agli analisti o giornalisti finanziari interessati”.

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