Unicredit: si chiude l’era Profumo, il Cda lo mette alla porta

Pubblicato il 22 Settembre 2010 0:03 | Ultimo aggiornamento: 22 Settembre 2010 12:18

Alessandro Profumo

Arriva al capolinea l’avventura di Alessandro Profumo in Unicredit. Il cda ha messo alla porta l’amministratore delegato revocandogli le deleghe e conferendole al presidente, Dieter Rampl a cui va anche il compito di “identificare e proporre il successore di Alessandro Profumo nelle prossime settimane”. L’esito, non scontato ma atteso dal tam tam degli ultimi giorni, è arrivato dopo una giornata convulsa con le voci delle dimissioni che si sono rincorse fin dal mattino. Profumo ha voluto giocare le sue carte fino all’ultimo cercando la fiducia del consiglio. Ha trovato solo il voto favorevole del consigliere indipendente, Lucrezia Reichlin.

Alla fine la scelta è caduta sulla sua dipartita. Il comunicato della seduta parla di un “accordo comune” tra Unicredit e Profumo: ”Il Cda di Unicredit e Alessandro Profumo hanno, a seguito dell’orientamento maturato dal consiglio, concordato che, dopo 15 anni – si legge – è giunto il momento di un cambiamento al vertice del gruppo. Alessandro Profumo ha quindi rassegnato le dimissioni da amministratore delegato, che il Cda ha accettato, ringraziandolo per gli ottimi risultati raggiunti in questi anni”.

Quello di mercoledì è stato un board lungo (4 ore e mezza) con la presenza anche di Farhat Omar Bengdara, vice presidente ma soprattutto Governatore della Central Bank of Lybia che ha una quota del 4,98% dell’istituto. Si trattato, si fa notare, di un consiglio che ha avuto anche toni accesi ma che ha puntato su una soluzione ampiamente condivisa. Il consiglio ha offerto al manager la risoluzione consensuale del rapporto chiedendogli una risposta entro la mezzanotte, ma revocandogli le deleghe. La risposta non si è fatta attendere. ”Ha firmato, ha rassegnato le dimissioni”, ha detto la moglie Sabina Ratti lasciando, a tarda serata, lo studio legale Erede Bonelli Pappalardo. Per l’ormai ex ad di Unicredit, comunque, sembra sia pronta una buonuscita record di 40 milioni di euro.

Ora però per la banca che contende il primato in Italia alla ‘rivale’ Intesa Sanpaolo, si apre un periodo di ‘interregno’ con il presidente che dovra’ gestire le deleghe lasciate vacanti da Profumo in attesa che sia individuato un nuovo capo azienda. E gia’ si e’ scatenato il totonomine. Negli ultimi giorni sono circolati diversi profili: da Gianpiero Auletta Armenise (già alla guida di Ubi Banca) a Matteo Arpe, ex numero uno di Capitalia ora a Banca Profilo. A questi si sono poi aggiunti Enrico Tommaso Cucchiani, numero uno di Allianz Italia, e Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca. Ma sono ipotesi, le ultime due, giudicate fantasiose.

La giornata per Profumo, da 15 anni nel gruppo a cui ha dato un’impronta internazionale, è iniziata presto. Un ingresso rapido in banca scivolando da un’entrata diversa da quella principale per ‘bruciare’ l’assalto dei cronisti. Poi e’ iniziato il giorno piu’ lungo per l’ex McKinsey boy con gli avvocati del manager, da una parte, e quelli dell’istituto, dall’altra, seduti a trattare e a limare l’accordo, fino all’ultimo dettaglio, per l’uscita di scena da Piazza Cordusio. (si parla di un assegno da 40 milioni di euro, 2 milioni in beneficenza, ha voluto la moglie Sabina Ratti).

I rapporti gia’ tesi con i soci, e in particolare con le Fondazioni, sono precipitati negli ultimi giorni. A dare una spallata l”affaire’ Tripoli e, in particolare, la gestione del rafforzamento della Lia nell’azionariato con i libici che hanno rastrellato in piena estate il 2,59%. Una mossa che ha sorpreso non poco lo stesso Rampl, completamente all’oscuro e che ha inasprito di fatto il dialogo con Profumo. L’ex numero uno di Hvb ha poi trovato la sponda, da una parte, del vicario il veronese Luigi Castelletti (tra i due, si fa notare, ci sarebbe grandissima sintonia) e, dall’altra, di Fabrizio Palenzona altro suo vice ed espressione della torinese Crt. Un malumore che oltre a correre sull’asse del Brennero, si e’ quindi rafforzato con tutti gli azionisti forti pronti a rompere l’idillio e a mettere in discussione l’amministratore delegato.

Ecco il testo del comunicato di Unicredit che ha ufficializzato l’uscita di scena dell’amministratore delegato Alessandro Profumo. ”Il Consiglio di Amministrazione di UniCredit e Alessandro Profumo hanno, a seguito dell’orientamento maturato dal Consiglio, concordato che, dopo 15 anni, e’ giunto il momento per un cambiamento al vertice del Gruppo. Alessandro Profumo ha quindi rassegnato le dimissioni da Amministratore Delegato, che il Cda ha accettato ringraziandolo per gli ottimi risultati raggiunti in questi anni. In particolare il Cda ha sottolineato che sotto la guida di Alessandro Profumo il Gruppo si e’ trasformato da banca puramente domestica in uno dei principale Gruppi Europei. La capitalizzazione di mercato e’ cresciuta in questo periodo da euro 1,5 Miliardi a circa euro 37 Miliardi. Anche durante la crisi finanziaria globale UniCredit ha realizzato utili in ogni trimestre. Con questi risultati e attraverso i progetti in corso quali One4C sono state preparate le condizioni per un futuro di successo sostenibile per il Gruppo. Fino alla nomina di un nuovo Amministratore Delegato, il CdA ha trasferito in via temporanea le deleghe esecutive al Presidente Dieter Rampl, che, supportato dai Deputy CEOs guidera’ il Gruppo. Inoltre, il CdA ha dato mandato al Presidente Rampl di identificare e proporre il successore di Alessandro Profumo nelle prossime settimane. Alessandro Profumo ringrazia il CdA, gli azionisti e tutti i colleghi del Gruppo per averlo sempre supportato in questi anni”.