Unicredit. Kazakhstan pesa sui conti, ok a banca unica

Pubblicato il 3 agosto 2010 20:37 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2010 0:33

Unicredit archivia il primo semestre dell’anno con un utile netto consolidato di 669 milioni e in calo del 38,2% rispetto al 2009 e sotto le attese degli analisti. A far scivolare i conti sono 162 milioni di rettifiche di valore sull’avviamento relativo alla controllata in Kazakhstan che portano il risultato del secondo trimestre a 148 milioni (-69,7% sul 2009).  A Piazza Affari il titolo frena lasciando l’1,8% a 2,18 euro.

Contestualmente alla semestrale è arrivata la fumata bianca sulla fusione nell’ambito della banca unica che diventerà esecutiva a partire dal primo novembre. Il progetto denominato ‘One4C’ ” è stato approvato abbastanza rapidamente” in cda, ha spiegato, in conference call con gli analisti, l’ad Alessandro Profumo sottolineando che ”da domani inizieremo i negoziati” con i sindacati per raggiungere l’obiettivo di riduzione del personale che è molto importante ”per la futura base dei costi”.

Il riassetto, ha quindi precisato, ”comporterà benefici sulle attività ricorrenti per 300 milioni euro”. Tali effetti si vedranno però ”non da subito, in quanto si tratta di un piano avviato progressivamente”. E’ stata poi rafforzata la squadra dei deputy ceo: a Sergio Ermotti (Cib & Pb strategic business area), Paolo Fiorentino (Gbs Strategic business area) e Roberto Nicastro (Families & Sme strategic business area) si e’, infatti, aggiunto Federico Ghizzoni (Cee Divisionalization Program & Cee Banking Operations) che il board di Piazza Cordusio ha nominato, al tempo stesso, vice direttore generale del gruppo.

Tornando ai conti nel semestre il margine di intermediazione si attesta a 13.299 milioni, e in calo del 9% a cambi e perimetro costanti, con risultati di negoziazione in flessione del 36,6%. Sul calo dell’utile nel secondo trimestre pesano i minori ricavi di intermediazione. Il risultato netto di negoziazione, copertura e fair value scende di 502 milioni a 58 milioni, ”per effetto di condizioni decisamente meno favorevoli dei mercati finanziari”, spiega la banca.

Intanto Unicredit ha già ricevuto ”un buon numero di manifestazioni di interesse” per la controllata nell’asset management Pioneer. ”In settembre – ha spiegato Profumo – andremo avanti in modo più operativo” nel processo relativo alla valorizzazione della società.