Unicredit: sull’uscita di Profumo è stato scontro nel Cda

Pubblicato il 21 Settembre 2010 22:30 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2010 23:08

Alessandro Profumo

E’ stato un tutti contro tutti quello nel cda di Unicredit di mercoledì che ha sfiduciato Profumo. La lettera con cui l’amministratore delegato, Alessandro Profumo, ha annunciato la volonta’ di lasciare ha sollevato un vespaio all’interno del consiglio. Alcuni consiglieri si sono opposti all’addio del top manager che ha traghettato la banca in questi anni fino a darle un profilo internazionale. Una ‘impasse’ non prevedibile visto l’accordo di massima raggiunto dagli avvocati sulla buonuscita di Profumo e l’intenzione del banchiere di dare l’addio. Tra l’altro sembrava ci fosse un comune ‘malumore’ tra i grandi azionisti schierati con il presidente, Dieter Rampl.

La giornata dell’a.d., da 15 anni nel gruppo, e’ iniziata presto come al solito. Un ingresso rapido in banca scivolando da un’entrata diversa da quella principale per ‘bruciare’ l’assalto dei cronisti. Poi e’ iniziato il giorno piu’ lungo per l’ex McKinsey boy che ha lasciato anzitempo la sede (intorno alle 15) senza prendere parte al board. Un consiglio tuttavia affollato con la presenza (fino ad ora era apparso solo in videoconferenza) tra gli altri anche di Farhat Omar Bengdara, vice presidente dell’istituto ma soprattutto Governatore della Central Bank of Lybia che ha una quota del 4,98% dell’istituto. Il cda che e’ in corso da oltre tre ore e’ presumibile che vada per le lunghe.

E’ diffuso infatti il timore di un salto nel buio che destabilizzi l’istituto soprattutto in mancanza di un nome condiviso come successore. A dare voce a queste perplessita’ e’ stata in giornata anche Salvatore Ligresti: ”Sono favorevole alla stabilita”’, ha detto il numero uno di Fondiaria Sai, azionista di peso e consigliere di Unicredit. I rapporti gia’ tesi tra Profumo e i soci, e in particolare con le Fondazioni, sono precipitati negli ultimi giorni. A dare una spallata l”affaire’ Tripoli e, in particolare, la gestione del rafforzamento della Lia nell’azionariato con i libici che hanno rastrellato in piena estate il 2,59%. Una mossa che ha sorpreso non poco lo stesso Rampl, completamente all’oscuro e che ha inasprito di fatto il dialogo con Profumo.