Unicredit taglia 6900 impiegati in Italia e chiude 800 sedi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2015 15:11 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2015 15:11
Unicredit taglia 6900 impiegati in Italia e chiude 800 sedi

Unicredit taglia 6900 impiegati in Italia e chiude 800 sedi (Foto LaPresse)

MILANO – Unicredit ha annunciato il taglio di 6900 posti di lavoro in Italia. Gli analisti hanno annunciato che 5800 posti di lavoro saranno tagliati nella banca commerciale e altri 1100 nel corporate. Inoltre la banca ha annunciato la chiusura di 800 filiali in Italia, Germania e Austria entro il 2018, per un taglio complessivo del personale di 18200 unità includendo la vendita della controllata in Ucraina e la joint venture con Pioneer.

L’annuncio dei tagli del personale e della chiusura delle filiali arriva nel giorno in cui Unicredit tira le somme del terzo trimestre del 2015, segnando un utile di oltre 1,5 miliardi di euro. Utile comunque in calo del 16,1% rispetto a quello registrato nel 2014. Nel terzo trimestre l’utile è a 507 milioni, sopra il consensus di 458 milioni. Unicredit vede inoltre nel terzo trimestre una ulteriore riduzione delle sofferenze lorde a quota 50,6 miliardi (-1,3% trimestre su trimestre) con un tasso di copertura stabile a 61,4%. Gli altri crediti deteriorati lordi sono in riduzione a 30,1 miliardi di euro (-1,2% trimestre su trimestre) principalmente grazie a maggiori recuperi.

Oltre ai tagli di 18200 unità, Unicredit ha stabilito durante la riunione del Cda dell’11 novembre anche misure di contenimento dei costi per 1,6 miliardi. Il gruppo vende o ristruttura entro la fine del 2016 i business a bassa redditività. Il target di utile è di 5,3 miliardi. Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, ha parlato di un “piano rigoroso e ambizioso”:

“Abbiamo approvato un piano rigoroso e serio e al tempo stesso ambizioso. E’ soprattutto realistico perché si basa su azioni che dipendono dalle nostre scelte manageriali ed è un piano totalmente autofinanziato”.

Unicredit ha poi sottoscritto con Santander l’accordo quadro vincolante per integrare Pioneer e le attività di asset management del gruppo spagnolo e il completamento dell’operazione è previsto nel 2016. L’accordo firmato dal gruppo guidato da Ghizzoni, da Santander e dalle società affiliate di Warburg Pincus e General Atlantic, fa seguito al contratto preliminare siglato lo scorso 23 aprile. Dal matrimonio nascerà una società leader a livello globale nel settore dell’asset management, ricorda una nota rimandando alle autorizzazioni dovute, incluse quelle delle autorità regolamentari nei Paesi dove le due società sono presenti, per completare l’operazione.

Ghizzoni presentando il piano ha poi spiegato che Unicredit punta ad un gruppo più semplice e integrato, per questo motivo l’intenzione è quella di trasferire tutte le partecipazioni nella CEE (Central and Eastern Europe) da Bank Austria alla holding Unicredit entro la fine del 2016, con la chiusura della sub-holding austriaca e il conseguente controllo diretto delle banche nella CEE da parte della holding UniCredit preservando comunque il knowhow della divisione CEE.