Unipol-Fonsai, Ligresti lascia. Il Fatto: “L’ultimo regalo”

Pubblicato il 15 Gennaio 2012 17:01 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2012 17:01

ROMA – Unipol compra FonSai e la famiglia Ligresti esce con 77 milioni. Vittorio Malagutti sul Fatto quotidiano si mette nei panni di un piccolo azionista di Fonsai e prova a raccontare da questo punto di vista la vicenda: “Negli ultimi tre anni ha visto precipitare il valore delle sue azioni del 90 per cento. Nel 2011 non ha ricevuto il dividendo e non incasserà la cedola nemmeno nel 2012. La primavera scorsa è stato chiamato a sottoscrivere un aumento di capitale per evitare il dissesto della compagnia. Niente da fare, la società è arrivata comunque al collasso. Ma c’è una luce in fondo al tunnel. Ecco un compratore. C’è l’Unipol, pronta a comprare il l gruppo fin qui gestito da Salvatore Ligresti. Finalmente un piccolo risarcimento, penserà il nostro azionista Fonsai. Arriverà un’offerta pubblica d’acquisto rivolta a tutti gli azionisti. E invece no, niente Opa”.

Il ragionamento che fa il Fatto quotidiano va oltre e considera la vicenda un “regalo a Ligresti” e un aggravio per le coop. Ecco perché secondo Malagutti: “Non è prevista nel piano studiato da Mediobanca e Unicredit per mettere in sicurezza la compagnia in crisi e soprattutto i loro crediti verso i Ligresti. Peggio: i soci di Fonsai dovranno presto sottoscrivere un altro aumento di capitale. Non è ancora finita: c’è anche la beffa. Mentre i risparmiatori pagano i costi del salvataggio, la famiglia Ligresti si defila con una buonuscita che si aggira sui 77 milioni. Di più: la compagnia bolognese è disposta a riconoscere 700 mila euro l’anno per cinque anni a Salvatore Ligresti e ai suoi eredi Giulia, Jonella e Paolo come compenso per un patto di concorrenza”.

In ogni caso per ora bisogna aspettare la decisione della Consob che dovrà decidere se imporre a Unipol il lancio dell’Opa su Fonsai che metterebbe le Coop nelle condizioni di fare retromarcia.

Se così fosse Mediobanca e Unicredit avrebbero bisogno di un altro compratore, ma, ragiona Malagutti: “quantomeno ai piccoli azionisti di Fon-sai sarebbe risparmiato l’ennesimo affronto, quello di dover pagare per l’ennesima volta per i guai combinati da altri”.