Uova sintetiche dalle piante (alghe, soia, semi di zucca): un mercato da 1 mld di dollari, aperta la corsa

di dcasali
Pubblicato il 13 giugno 2019 14:35 | Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2019 14:43
Uova sintetiche dalle piante (alghe, soia, semi di zucca): un mercato da un mld 1 $, aperta la corsa

Uova sintetiche dalle piante (alghe, soia, semi di zucca): un mercato da un mld 1 $, aperta la corsa

ROMA – VeganEgg, prodotto dalla società californiana Follow Your Heart (dal 2017 di Amazon) che l’ha lanciato sul mercato nel 2015, quest’anno era fra quelli più venduti dalla importante catena Whole Foods negli Stati Uniti: si tratta di uova sintetiche in polvere, in origine a base di alghe, sostituite poi da soia.

Eccentricità alimentari americane? Tutt’altro, il surrogato delle proteine ricavate dalle uova di gallina promette sfracelli finanziari, il mercato è in grande espansione, vale circa un miliardo di dollari e la corsa è appena cominciata.

A fare concorrenza a VeganEgg c’è  Spero, startup della Bay Area che produce uova liquide ricavandole dalle proteine dei semi di zucca. Più consolidata è la reputazione di Just Inc. che ha detiene il brevetto di Just Egg, surrogato delle uova derivante dalle proteine dei germogli di soia verde o fagioli mung.

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Certo non stiamo parlando di riproduzioni fedeli del classico uovo da bere o aprire in padella: proprio l’appetibilità (e come far dimenticare ai consumatori che non sono di gallina) è la sfida principale dei nuovi attori imprenditoriali. Finora l’uovo sintetico derivato dalle piante è impiegato come ingrediente limitato alla cucina e specialmente alla cottura a forno.

Di positivo, e potenzialmente remunerativo, c’è che queste uova non rovinano l’ambiente, non compromettono salute e diritti degli animali, hanno standard igienici più elevati (non salmonella). 

“Secondo la società di ricerche di mercato Npd Group – segnala Andrea Federica de Cesco sul Corriere della Sera – l’86% delle persone che consumano prodotti vegetali mangia carne; non sono vegetariane o vegane, ma semplicemente desiderano assumere proteine in forme alternative. Spesso, però, si tratta anche di consumatori che non amano gli alimenti trasformati, quali sono le uova finte. Probabilmente sarà proprio questo uno dei principali ostacoli in cui si imbatteranno le aziende attive nel settore delle uova vegetali”. (fonte Corriere della Sera)