Economia

Marea Nera. I benzinai americani vogliono cambiare nome, da BP ad Amoco

Nessuna decisione è stata ancora presa e qualora fosse presa non sarebbe di facile applicazione. Fatto sta che i benzinai BP in tutti gli Stati Uniti hanno visto diminuire sensibilmente le loro vendite per via del disastro della Deepwater Horizon e di come si è comportata l’azienda britannica e molti di essi stanno pensando ad una soluzione drastica: cambiare il nome della benzina che vendono, vista l’orribile reputazione che la BP ha ora da costa a costa.

Questo il ragionamento di parte dei benzinai, specialmente di quelli che hanno subito le maggiori perdite: la BP ha già indicato di cambiare registro licenziando il britannico amministratore delegato Tony Hayward e sostituendolo con l’americano Robert Dudley. Allora perchè non fare un altro passo avanti cambiando il nome dei rivenditori per sottolineare che le cose alla Bp sono davvero cambiate?

Non tutti sono d’accordo. Molti temono che cambiare il nome del prodotto sarebbe un rischio considerando tutti i soldi che sono già stati spesi per propagandare e diffondere il logo della BP.

Sullo sfondo della marea nera che ha inquinato praticamente l’intera costa del Golfo del Messico, alcuni benzinai della BP hanno riportato perdite dal 10 a 40 percento, dalla Florida all’Illinois.

Il logo BP con il girasole giallo è stato introdotto dopo che l’azienda si fuse con l’Amoco alla fine degli Anni Novanta. Ora al quartier generale della BP cominciano ad arrivare richieste di trasformare l’aspetto delle gas stations da BP in Amoco.

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