Usa e Cina presto faccia a faccia: debito, yuan e cooperazione sul tavolo di Washington

Pubblicato il 17 Gennaio 2011 13:10 | Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio 2011 13:11

Dopo un anno tormentato Usa e Cina si siedono allo stesso tavolo per un super vertice, una sfida tra giganti. Mercoledì Barack Obama incontrerà il suo omologo asiatico Hu Jintao nel tentativo di fare ripartire i rapporti bilaterali dopo una serie di tensioni dall’economia, ai diritti umani alla censura, passando per la guerra dei cambi e il commercio della carne e i software “piratati”.

I nodi principali saranno il debito e la rivalutazione dello yuan, ma anche la cooperazione pacifica. Come ricorda Mario Platero sul Sole 24 ore il mondo si gioca il futuro con questo incontro che disegnerà gli equilibri dei prossimi anni.

Tim Geithner, il segretario al Tesoro Usa pochi giorni fa storceva il naso in merito all’atteggiamento di Pechino, ma in vista del vertice ha cambiato i toni. Durante il suo intervento ha detto che la rivalutazione dello yuan entro la prima metà del 2012 potrebbe essere del 20% «e questo sarebbe un cambio materiale davvero sostanziale». Poi ha sottolineato l’importanza di tenere conto dell’inflazione nell’equazione cambio: «Da quando hanno cominciato il movimento contro il dollaro lo scorso giugno, l’apprezzamento dello yuan è stato del 3%, vale a dire il 6%, ma forse anche il 7-8% su base annuale, ma se teniamo conto dell’inflazione che in Cina accelera molto di più che negli Stati Uniti, la misura più accurata dell’apprezzamento dello yuan è oggi più vicina al 10% all’anno».

Secondo l’agenda però la Cina dovrà fare i conti anche con questioni più spinose, come quella dei diritti umani. Cosa farà dunque il Dragone davanti alle spinte degli Usa, visto che ha promesso la sua “ascesa pacifica”?

Come ricorda Francesco Sisci sul Sole 24 Ore Pechino rischia su diversi fronti. «Se il vertice fallisce, il commercio cinese va incontro a tensioni monetarie e politiche che potrebbero ferire il suo sviluppo economico e di conseguenza creare anche tensioni interne. Se il vertice va bene, la situazione migliorerà ma non di tantissimo».

Sono in tanti, ricorda l’editorialista, quei paesi che temono di venire schiacciati dall’intesa Usa-Cina. Eppure per uscire dalla crisi il mondo ha bisogno di Pechino che ha creato la metà della crescita globale  negli ultimi anni. Come fare allora? Dall’Iran a Taiwan, passando per il Giappone, ma anche Russia e India Obama e Hu al vertice dovranno cercare di mantenere in equilibrio tutte queste componenti.