Usa. Credit Suisse, maxi-multa da 2,6 mld. $ per maxi evasione fiscale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Maggio 2014 13:34 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2014 13:37
Usa. Credit Suisse, maxi-multa da 2,6 mld. per maxi evasione fiscale

Usa. Credit Suisse, maxi-multa da 2,6 mld. per maxi evasione fiscale

NEW YORK – Usa. Credit Suisse, maxi-multa da 2,6 mld $. per maxi evasione fiscale. Il Credit Suisse si dichiara colpevole di aver cospirato per aiutare i suoi clienti americani più facoltosi a evadere le tasse, diventando così la prima banca in due decenni ad ammettere un reato negli Stati Uniti. E accetta di pagare 2,6 miliardi di dollari per chiudere l’indagine del Dipartimento di Giustizia. In base all’accordo raggiunto, il Dipartimento di Giustizia incasserà 1,7 miliardi di dollari. Il Dipartimento Servizi finanziari di New York riceverà 715 milioni di dollari e la Federal Reserve 100 milioni di dollari.

Nell’annunciare il patteggiamento, il ministro della Giustizia americano, Eric Holder, afferma che centinaia fra dipendenti e manager della banca hanno avuto un ruolo nell’aiutare i ricchi americani ad aggirare il fisco. “La redditività o la quota di mercato di una banca non possono e non saranno mai usate come scudo dall’essere perseguite o punite. Questo caso mostra come nessuna istituzione finanziaria, qualunque sia la sua dimensione, è al di sopra della legge” mette in evidenza Holder.

Le autorità americane sono state criticate per non aver colpito nessuna delle banche coinvolte nella crisi, tanto da far ritenere che alcuni istituti fossero troppo grandi per finire alla sbarra: il cosiddetto ‘too-big-to-jail’ (troppo grandi per andare in prigione, che ricalca il troppo grandi per fallire, too big to fail). Ma quello del gigante bancario svizzero rappresenta un primo caso di segno opposto. “Credit Suisse ha cospirato per aiutare i cittadini americani a nascondere i propri asset offshore al fine di evadere le tasse – sottolinea Holder -. Quando una banca è impegnata in una tale cattiva condotta, deve attendersi di essere perseguita penalmente dal Dipartimento di Giustizia”.

Ammettendo la propria colpevolezza, Credit Suisse diventa la prima banca dal 1995 ad ammettere un reato negli Usa: l’ultima volta era stata la giapponese Daiwa Bank nel 1995. Il patteggiamento di Credit Suisse è inoltre di molto superiore alla sanzione da 780 milioni di dollari pagata nel 2009 da Ubs per aver aiutato cittadini americani a sfuggire al fisco.