Usa, crisi: I ricchi hanno ricominciato a spendere, ma con grande cautela

Pubblicato il 10 Aprile 2010 11:23 | Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2010 11:23

L'interno della gioielleria Tiffany a New York

L’economia americana è ancora in crisi – basti pensare alle previsioni che vedono la disoccupazione schizzare al 10% a fine anno – ma c’e’ una parte della popolazione che, nonostante tutto, ha ricominciato ad aprire i cordoni della borsa, seppure con cautela. Sono i ricchi che, diventati parsimoniosi durante il periodo più grave della crisi, ora ricominciano a fare capolino nell’acquisto di beni di lusso, a quanto scrive il New York Times.

”La gente è stanca dei tempi cupi ed ha voglia di ricominciare a divertirsi, con moderazione”, precisa Rina Anoussi, un agente di viaggio che ha una clientela di benestanti. ”Non vogliono il volo economico in Italia – dice – ma destinazioni più esotiche come, ad esempio, il Kenya e la Tanzania”. Sempre però molto attenti, precisa, a non spendere troppo.

La signora Anoussi, la cui agenzia è affiliata con lo Tzell Travel Group, racconta che i suoi clienti hanno imparato a mercanteggiare come venditori di tappeti a Istanbul, sempre in cerca del miglior affare. ”Quali vantaggi avrei – chiedono – se facessi la prenotazione con lei?”.

Secondo il Nyt, gli affari cominciano a muoversi anche nei settori degli alberghi, dell’affitto di yachts, di aeroplami, dei gioielli, tutti fornitori di beni di lusso che un tempo sembravano essere immuni da tempi magri e che poi con la crisi economica hanno preso una possente mazzata.

Alcuni esperti teorizzano che gran parte delle spese per beni di lusso prima della recessione erano dovute al fatto che la gente comprava a credito per poter vivere al di là delle loro reali possibilità, cosa che oggi non accade più. Anche i ricchi che si sono più o meno salvati dalla crisi finanziaria adesso stanno attenti, perchè la possibilità di veder evaporare le loro fortune si è fatta più realistica.

Nel settore edilizio, dice Jane Bayard, vice presidente della Warburg Realty Partnership of Manhattan, ”se la gente compra non vuole strapagare”. Anche se a Manhattan il mercato edilizio ha tenuto ragionevolmente bene, ”c’erano tempi nel 2007 – racconta la Anoussi – quando per appartamenti o townhouses c’erano svariate offere, alcune superiori di milioni di dollari rispetto al prezzo richiesto. Oggi da quei tempi spendaccioni siamo lontani anni luce”.

Il fatto è che in un’economia che continua ad essere debole, rileva il Nyt, nessuno si aspetta una rapida ripresa. ”Se vogliamo essere onesti – dice Stephen Hahn, vice-presidente per vendite e marketing degli alberghi Ritz-Carlton nei Caraibi e in Messico – possiamo dire di essere sollevati dal fatto che la clientela comincia a tornare, ma certo non ai livelli pre-recessione”.

Anche il settore nautico arranca per riguadagnare il terreno perduto. Alla Sabre Yachts di South Casco, Maine, una buona annata significava costruire e vendere 180 barche a vela e motoscafi con prezzi oscillanti tra il milione e mezzo e i 400 mila dollari. L’anno scorso, lamenta il proprietario, Daniel Zilkha, ne sono stati venduto molto meno di cento. Quest’anno le cose potrebbero andare un pò meglio. ”Contiamo di vendere 120 imbarcazioni”.

Chi sta crescendo bene è il settore dei gioielli. Mark Aaron, un portavoce di Tiffany ha dichiarato che negli ultimi 12 mesi sono amentate le vendite di mezzi del valore di oltre 50 mila dollari. Il portavoce non ha voluto entrare nei dettagli, ma certo, rileva il Nyt, è più facile vendere un gioiello da 50 mila dollari che da 20 milioni.