Usa. Economia in frenata, pil secondo trimestre rivisto decisamente al ribasso

Pubblicato il 28 settembre 2012 13:23 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2012 13:25

WASHINGTON, STATI UNITI – L’economia americana frena: il pil del secondo trimestre viene rivisto decisamente al ribasso a +1,3% contro il +1,7% previsto in precedenza. Una doccia fredda che insieme alla flessione degli ordini dei beni durevoli, scesi al 13,2% in quello che e’ il calo maggiore dal 2009, alimenta i timori sulla perdita di slancio della ripresa statunitense.

La flessione delle richieste di sussidi alla disoccupazione non rassicura: con una crescita cosi’ limitata una riduzione significativa del tasso di disoccupazione, che ha oscillato fra l’8,1% e l’8,3% per l’intero anno. Wall Street ignora i dati negativi e procede in rialzo, prendendo spunto dai segnali di miglioramento del mercato del lavoro, con il calo delle richieste di sussidio alla disoccupazione (-26.000 a quota 359.000 unita) e il Dipartimento del lavoro che stima una revisione al rialzo di 386.000 posti di lavoro nell’anno che si e’ chiuso in marzo che, secondo le stime precedenti, si e’ archiviato con 1,94 milioni di posti creati.

Rispetto al primo trimestre dell’anno, quando l’economia era cresciuta del 2,0%, il pil accusa un vera frenata: dopo il +4% degli ultimi tre mesi del 2011, i dati del primo e del secondo trimestre mostrano una decelerazione della ripresa confermando – secondo alcuni analisti – come l’economia americana stia perdendo slancio e in primavera fosse vicina allo stallo. A pesare sulla revisione al ribasso sono i consumi, saliti solo dell’1,5% a fronte del +1,7% stimato in precedenza.

Sforbiciata anche per gli investimenti delle aziende, saliti del 3,6% a fronte del +4,2% della precedente stima. Anche la peggiore siccita’ degli ultimi anni pesa sul Pil, con il governo che e’ stato costretto a tagliare le stime delle scorte agricole. Il crollo dei beni durevoli in agosto a 198,5 miliardi di dollari e’ legato soprattutto al calo degli ordini di aerei, scesi del 101%: la categoria estremamente volatile condiziona l’indice. In luglio Boeing aveva ricevuto ordini per 260 aerei, lo scorso mese invece ne ha ricevuto uno e Quantas ha cancellato gli ordini per 35 Dreamliners.

Ma – affermano gli analisti – anche al netto della componente trasporti gli ordini sono scesi dell’1,6%. Gli ordini di moto veicoli sono calati del 10,9% in agosto e quelli per apparecchiature da trasporto del 34,9%. Il settore manifatturiero, che rappresenta il 12% del pil ed e’ stato uno dei pilastri della ripresa dell’economia, si e’ indebolito negli ultimi mesi, con le aziende caute in vista del ‘fiscal cliff’, ovvero l’aumento delle tasse e la stretta alla spesa che scatteranno fra la fine del 2012 e l’inizio del prossimo anno.