Economia

Usa, indagine economica. La situazione peggiorerà prima di migliorare

La situazione peggiorerà prima di migliorare. Così si potrebbe riassumere il senso dell’ultima Economic Survey dell’Associated Press riguardo alla situazione negli Stati Uniti. La ripresa continuerà a passo di lumaca fino a buona parte dell’anno prossimo, rallentata dai consumatori riluttanti a spendere e dai datori di lavoro riluttanti ad assumere.

Avendo sentito 42 economisti, l’indagine dell’Ap rileva che nell’ultimo trimestre il loro umore si è fatto più cupo in quanto guardando avanti vedono una crescita più debole ed una disoccupazione più alta di prima. Il risultato è che la Federal Reserve manterrà i tassi di interesse vicini allo zero almeno fino alla primavera prossima.

Nonostante queste previsioni non ottimistiche, la maggioranza degli economisti interpellati ritiene che la ripresa non corre il rischio di deragliare, alimentando così le speranze che l’economia non scivoli di nuovo in recessione alla maniera del ”double-dip”.

La survey dell’Ap ha elaborato le previsioni di illustri economisti privati, di corporazioni e accademici su una gamma di indicatori, inclusi la disoccupazione, i consumi privati e l’inflazione. Queste le loro opinioni:

– La crescita economica si indebolirà per il resto di quest’anno e l’inizio dell’anno prossimo attestandosi sotto il 3 per cento. Da gennaio a maggio è aumentata circa al ritmo del 3,5 per cento.

– Il tasso di disoccupazione non scenderà a fine anno al di sotto dell’attuale 9,5 per cento. La maggioranza degli economisti interpellati crede che occorrerà attendere il 2015 o forse più a lungo perche il tasso ritorni ai livelli normali del 5 per cento.

– I disavanzi dei bilanci statali costituiscono un ”significativo” o ”grave” rischio per l’economia nazionale. La perdita di entrate fiscali ha costretto governi statali e locali a tagliare servizi e licenziare personale.

L’economia in questo stato rende deboli i democratici e i repubblicani alla Camera e al Senato mentre si avvicinano le elezioni di medio-termine previste a novembre. I democratici, che attualmente controllano entrambe le camere, sono quelli che hanno pià da perdere, e questa fosca previsione pesa anche sul presidente Barack Obama.

Gli economisti sono diventati più pessimisti da quando la ripresa ha incontrato turbolenza a Maggio. La crisi debitoria in Europa ha dato uno scossone a Wall Street, determinando ruzzoloni dei titoli e suscitando dubbi sulla consistenza della ripresa.

Da allora il mondo degli affari non ha aumentato le assunzioni e la fiducia degli americani nell’economia è diminuita, inducendo i consumatori a ridurre le spese. E il mercato dell’edilizia si è ulteriormente indebolito con la fine del credito fiscale per i compratori che aveva risollevato il mercato all’inizio dell’anno.

A giudizio degli economisti interpellati i consumatori non spingono la ripresa, nonostante i bassissimi costi del credito. La crescita delle loro spese rallenterà nella seconda metà dell’anno e si rafforzerà leggermente solo l’anno prossimo. Gli economisti ritengono che la riluttanza dei consumatori a spendere di più rappresenta un ”significativo” o ”grave” rischio per la ripresa.

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