Usa. La terribile siccità spinge in alto i prezzi delle commodity alimentari

Pubblicato il 11 agosto 2012 14:29 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2012 14:29

Un campo di mais bruciato nel Kansas

CHICAGO, STATI UNITI – La peggiore siccita’ degli ultimi 56 anni che si e’ abbattuta sugli Stati Uniti riduce in un solo mese la produzione di mais del 17%, mettendone allo stesso tempo le ali ai prezzi, saliti a livelli record. Un balzo di oltre il 3% a 8,4375 dollari a bushel che va a sommarsi con rincari di granturco e semi di soia e che alimenta i timori di una nuova emergenza alimentare.

”I rischi sono elevati ed eventuali risposte sbagliate all’attuale situazione rischiano di innescare una nuova crisi alimentare”, mette in guardia il segretario generale della Fao, Jose’ Graziano da Silva sul Financial Times. Agli Stati Uniti, maggiore esportatore al mondo di mais, la Fao chiede la sospensione temporanea della produzione di etanolo, cosi’ da concedere una ”boccata d’ossigeno ai mercati” e favorire il collocamento di maggiori quantita’ di mais per uso alimentare. Agli Stati Uniti la siccità potrebbe costare 500 miliardi di dollari.

Gli Stati Uniti usano il 40% del mais prodotto per la produzione di etanolo. La doccia fredda del Dipartimento dell’Agricoltura, che ha certificato il calo della produzione di mais del 16,9% in un solo mese e previsto un aumento dei prezzi del 39%, ha avuto come effetto immediato quello di far impennare i prezzi, andando a complicare una situazione gia’ caratterizzata da forti rincari: i prezzi granturco, semi di soia a mais sono gia’ aumentati del 25-50% da giugno, con il mais e i semi di soia che hanno superato i picchi del 2007-2008, che creano agitazioni e scontri in diversi Paesi.

I dati del Dipartimento, considerati il barometro dell’andamento delle commodity alimentari, scattano una fotografia preoccupante: nonostante le piogge siano arrivate in alcune aree, la siccita’ continua a intensificarsi, con il 44% del Midwest americano che accusa ”estrema” o ”eccezionale” siccita’, in aumento rispetto al 36,8% di una settimana fa.

Con effetti anche sui raccolti di granturco e semi di soia, previsti in calo del 12,3% e del 4,8%. E per il mais si prevede il raccolto peggiore degli ultimi 20 anni. ”Anche se la situazione e’ precaria e potrebbe deteriorare se le condizioni climatiche sfavorevoli continueranno, non c’e’ ancora una crisi” , dice Jose’ Graziano da Silva al Financial Times. E invita a leggere i dati con cautela anche il segretario all’agricoltura americano, Tom Vilsack, secondo il quale un quadro preciso della produzione e delle forniture sara’ disponibile solo piu’ avanti.

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