Usa. Come un memo è costato 37 mld $ alle grandi banche (Wall Street Journal)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Dicembre 2014 14:14 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2014 14:14
Usa. Come un memo è costato 37 mld $ alle grandi banche (Wall Street Journal)

Usa. Come un memo è costato 37 mld $ alle grandi banche (Wall Street Journal). In foto Richard Elias

ROMA – Usa. Come un memo è costato 37 mld $ alle grandi banche (Wall Street Journal). Nel 2012, Richard Elias, un assistente del Procuratore di Sacramento, tra il cambio di un pannolino e l’altro (è appena diventato padre) si trova a dover compulsare una pila di documenti della J. P. Morgan Chase. Non sa ancora che sta per scatenare, attraverso un piccolo memo di un’oscura impiegata, la tempesta che si abbatterà sulle tre maggiori banche d’investimento americane, coinvolte nel disastro finanziario seguito alla disinvolta gestione dei titoli derivati.

37 miliardi di dollari di multa complessivi costerà ai giganti del credito quel memo. L’impiegata scrisse l’appunto destinato ai suoi boss: “Attenzione, stiamo infilando prestiti inesigibili a copertura delle obbligazioni”, riferendosi ai titoli emessi prima della crisi. Il ritrovamento quasi casuale, raccontato da Grossman, Glazer e Rexrode sul Wall Street Journal, fa precipitare la situazione: l’ufficio del procuratore manda subito l’avviso di garanzia ai funzionari J. P. Morgan coinvolti.

Tre mesi dopo, da Washington parte l’ordine di andare a vedere tutta la corrispondenza interna, decine di milioni di documenti, di altre banche, Bank of Amerika corp. e Citigroup. Il resto è storia: 37 miliardi di dollari, di cui 16 e mezzo solo per Bank of America, la più grande transazione mai avvenuta tra il Governo americano e una singola compagnia.