Usa, Mnuchin a capo People’s Bank of China: “Preoccupati per debolezza yuan”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 ottobre 2018 7:44 | Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2018 17:55
Mnuchin usa

Usa, Mnuchin a capo People’s Bank of China: “Preoccupati per debolezza yuan”

WASHINGTON – Mentre l’amministrazione Trump si prepara a diffondere un report sulle valute estere, lo staff del Dipartimento del Tesoro degli USA ha informato il Segretario Steven Mnuchin che la Cina non sta manipolando lo yuan, secondo alcune indiscrezioni di Bloomberg. 

La conclusione, se accettata da Mnuchin, eviterebbe un’escalation della guerra commerciale USA-Cina ed eliminerebbe un motivo di ansia per i mercati emergenti. 

Donald Trump ha pressato pubblicamente e privatamente Mnuchin affinché definisse la Cina un “manipolatore di valuta”, ma secondo alcune fonti lo staff del Dipartimento del Tesoro non ha trovato motivi per farlo. 

Accusare formalmente la Cina di manipolare lo yuan non innescherebbe nessuna sanzione o pena, ma l’iniziativa aumenterebbe le tensioni tra le due maggiori economie del mondo.

Secondo le fonti, il Dipartimento del Tesoro ha un mandato di due anni per valutare se i partner commerciali stiano manipolando le loro valute.

La Cina resterà in un elenco di monitoraggio per la manipolazione valutaria a causa del significativo surplus commerciale con gli Stati Uniti. Una bozza del report accresce le critiche a Pechino per non aver corretto lo squilibrio commerciale e ha inoltre individuato altri paesi che intaccano il vantaggio concorrenziale degli Stati Uniti.

Giovedì scorso, in un’intervista a Bloomberg News, Mnuchin ha dichiarato: “Siamo preoccupati per il deprezzamento dello yuan e vogliamo essere certi che non venga utilizzato come svalutazione competitiva”.

Negli ultimi sei mesi la valuta è scivolata di quasi il 9% rispetto al dollaro, sollevando l’ipotesi che la Cina abbia deliberatamente indebolito lo yuan per le aumentate tensioni con gli USA. 

L’amministrazione Trump ha espresso una posizione aggressiva nei confronti della Cina da quando il presidente, il mese scorso, ha dichiarato che il paese sta interferendo nelle elezioni statunitensi. La scorsa settimana, il vicepresidente Mike Pence ha tenuto un discorso a Washington, manifestando un polso ancora più fermo degli Stati Uniti contro Pechino, mentre la preoccupazione per il commercio pesa sulle ormai prossime elezioni midterm.

Se gli Stati Uniti etichettano un paese come “manipolatore di valuta”, il Tesoro deve entrare in trattative dirette con il paese e ottenere giustizia attraverso il Fondo monetario internazionale.

L’ultimo paese dichiarato manipolatore di valuta è stata la Cina nel 1994.

Etichettare ora la Cina come “manipolatore di valuta” potrebbe portare a una guerra valutaria e Christine Lagarde, Direttore Operativo del Fondo Monetario Internazionale, ha osservato che danneggerebbe l’economia mondiale. Ministri delle finanze e banche centrali di tutto il mondo, tra cui Mnuchin, sono riuniti a Bali, in Indonesia, per i meeting annuali del FMI, in cui le valute sono una questione chiave.

“Stiamo notando sempre di più, paesi che in realtà lasciano fluttuare la loro valuta, e ciò è certamente successo negli ultimi tre anni per quanto riguarda la Cina”, ha detto Lagarde e ha indicato la forza del dollaro come principale responsabile della debolezza della valuta cinese.

Se Mnuchin dovesse scegliere di seguire il consiglio dello staff riguardo allo yuan, potrebbe trovarsi di fronte a una reazione negativa della Casa Bianca. Ad aprile, Trump ha twittato che pensava la Cina stesse manipolando lo yuan. Tre giorni dopo che il Tesoro aveva pubblicato un report da cui emergeva che nessun importante partner commerciale stava manipolando la sua valuta.

“Fino a quando non permetteranno alla loro moneta di oscillare liberamente, sono colpevoli. Fino ad allora, sono parole.”, ha commentato Dan DiMicco, ex chief executive officer del gruppo siderurgico Nucor Corp., consulente per la campagna elettorale di Trump e attualmente in un comitato consultivo per il commercio USA.