Economia

Usa. Torna lo spettro del default, soldi fino a febbraio, Obama lancia allarme

Il segretario al tesoro Jack Lew

Il segretario al tesoro Jack Lew

USA, WASHINGTON – Lo spettro del default si riaffaccia sulla scena di Washington, con l’amministrazione Obama che lancia l’allarme e torna a chiedere al Congresso di innalzare al piu’ presto il tetto del debito. Il segretario al Tesoro, Jack Lew, in una lettera inviata allo speaker della Camera, il repubblicano John Boehner, ha invitato ad agire in fretta, al massimo nel giro di due settimane. Il rischio, infatti, e’ che lo Stato non sia piu’ in grado di far fronte ai suoi pagamenti gia’ dalla fine del mese di febbraio, e non dall’inizio di marzo come era stato precedentemente stimato.

L’ultima crisi del debito risale all’autunno scorso quando, in concomitanza con la vicenda dello “shutdown” (la chiusura parziale del governo federale per mancanza di fondi), l’America arrivo’ a un passo dal fallimento tecnico. Il default fu quindi evitato grazie a una serie di misure straordinarie messe in campo dall’amministrazione Obama. Ma grazie anche a un accordo col Congresso che in ottobre sospese l’innalzamento del tetto del debito fino al 7 febbraio 2014. Accordo che – secondo le stime di allora – avrebbe dovuto garantire la solvibilita’ dei pagamenti dello Stato fino ai primi di marzo. Ma cosi’ non e’.
Il fatto – ha spiegato Lew – e’ che questo tipo di previsioni sono inevitabilmente soggette a variazioni. E secondo le ultime informazioni in mano al Tesoro c’e’ ora la necessita’ di accelerare i tempi e di non superare la data del 7 febbraio per innalzare la soglia del debito. Lew nella lettera spiega come l’urgenza sia dettata anche dal fatto che in questo periodo i margini di manovra del governo sono meno flessibili, visto che il mese di febbraio e’ quello in cui si cominciano ad effettuare i rimborsi fiscali. E, inevitabilmente, nelle casse dello Stato cala la liquidita’ a disposizione.

Tocca dunque a repubblicani e democratici in Congresso dare una risposta rapida alle preoccupazioni espresse dal ministro del Tesoro. E si spera che alla fine prevalga quello spirito piu’ collaborativo rispetto al passato che ha permesso giorni fa il varo della prima finanziaria, dopo tanti mesi caratterizzati da uno stallo che ha portato gli Stati Uniti sull’orlo del baratro. Finanziaria che ha di fatto posto fine a tre anni di feroce battaglia politica sul bilancio. La speranza a Washington e’ che quella battaglia non si riaccenda improvvisamente.

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