Usa, nuovo scandalo bancario. Hsbc accusata di riciclaggio: si dimette Bagley

Pubblicato il 17 luglio 2012 21:43 | Ultimo aggiornamento: 18 luglio 2012 0:43

logo hsbcNEW YORK – Dopo Barclays, un nuovo scandalo bancario sconvolge i risparmiatori britannici: la banca Hsbc è stata accusata di riciclaggio dal Senato americano che in un rapporto punta il dito contro il colosso britannico per aver realizzato 16 miliardi di dollari di transazioni con l’Iran nel periodo 2001-2007, consentendo a una rete di narcotrafficanti di utilizzare la propria rete di filiali. Secondo il Senato Usa l’istituto ha ignorato per anni gli avvertimenti in questo senso. Per questo il responsabile della compliance di Hsbc David Bagley si è dimesso. Hsbc si scusa: ”Ammettiamo che ci sono dei settori nei quali abbiamo avuto mancanze significative” afferma il presidente di Hsbc negli Stati Uniti, Irene Dorner.

Il rapporto di quasi 400 pagine mette in evidenza – riporta il Wall Street Journal – la cultura della banca, all’interno della quale diversi manager erano impegnati in pratiche rischiose per profitto. Alcuni manager di Hsbc saranno chiamati in Senato per rispondere a domande sul riciclaggio.

Per il Senato Usa, il 75-90% delle transazioni sono state realizzate tramite la filiale americana di Hsbc e altri conti in dollari senza che alcun legame con l’Iran venisse comunicato. ”Fra il 2001 e il 2007 due filiali di Hsbc, Hsbc Europa e Hsbc Medio Oriente, hanno realizzato ”regolarmente queste transazioni con l’Iran tramite la filiale americana”.

Il presidente della commissione d’inchiesta del Senato, Carl Levin, ritiene che i manager della banca erano al corrente delle transazione ma hanno consentito che andassero comunque avanti.

Bagley è la seconda testa a cadere nella banca a causa del riciclaggio: la scorsa settimana Sandy Flockhart, che ha guidato la divisione messicana di Hsbc fin dall’acquisizione nel 2006, ha annunciato il proprio ritiro alla fine del mese. E proprio la filiale messicana di Hsbc è ora al centro delle indagini: secondo i media messicani la banca era consapevole fin dall’inizio dei problemi di riciclaggio di fondi legati al cartello del narcotraffico.

Nel 2008 Hsbc Messico ha registrato un aumento di 60.000 conti correnti, con attivi per 2,1 miliardi di dollari. L’anno successivo, però, è stata costretta, in seguito alle richieste delle autorità messicane, a chiuderne 3.600, di cui 675 sospetti di riciclaggio di narco-dollari. Il rapporto del Senato, dunque, non lascia spazio a molti dubbi e segue un’indagine durata anni. Sui fatti stanno indagando anche la giustizia americana, il Dipartimento del Tesoro e il procuratore di Manhattan.Secondo alcuni osservatori, a Hsbc potrebbe essere comminata una multa fino a 1 miliardo di dollari da parte delle tre autorità statunitensi.

Hsbc al momento non è accusata formalmente di nulla, anche se negli ultimi due anni in ben due occasioni le autorità americane l’hanno ripresa per carenti pratiche anti-riciclaggio, chiedendole azioni correttive.