Ventimiglia: collegio elettorale di Scajola e una delle 22 “zone franche” italiane. Coincidenza?

Pubblicato il 2 Novembre 2009 19:09 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2009 19:16

Il ministro Claudio Scajola

Il 28 ottobre scorso, il ministro Claudio Scajola annunciava: «Abbiamo varato 22 zone franche che distribuiranno 100 milioni di agevolazioni e contributi nei quartieri più disagiati del Paese». Il Corriere della Sera ora si chiede se l’entusiasmo del ministro non sia da associare col fatto che la città ligure al confine con la Francia sia parte del suo collegio elettorale.

Le zone franche sono state istituite dal Governo Prodi su indicazione europea; poi, la palla è passato al Governo Berlusconi. Queste zone, sono piccole aree che a causa di alcuni parametri che dimostrano un evidente disagio economico, offrono dei vantaggi alle imprese che vanno là ad investire. I vantaggi sono molto allettanti: per i primi cinque anni,zero imposte sui redditi, zero Irap, zero Ici. E poi tagli alle tasse per altri nove anni, il tutto coperto da contributi pubblici.

Il precedente governo aveva stabilito che queste aree fossero 18: poche rispetto però alla valanga di richieste che sono arrivate. Così dai 63 comuni dichiarati ammissibili, le aree scelte sono state 22. Ovviamente, si doveva assegnare qualche zona franca anche alla «macro-area del Centro-nord». Da qui la scelta di Ventimiglia, accanto a Catania, Taranto, Cagliari, Pescara, Lecce, Campobasso, Matera, Pescara, e Massa Carrara per citarne alcuni.

Il Corriere spiega che chi crede di trovarsi davanti a dati truccati si deve ricredere: Ventimiglia i parametri li ha tutti. La cosa però che il giornale mette in evidenza è come sono stati calcolati, ossia prendendo a riferimento diversi censimenti con dati del 2001 o del 2005 a seconda di quello di cui si aveva bisogno: questo alimenterebbe qualche sospetto su un possibile “aiutino” da parte del ministro.