Quell’arcano vocabolario della crisi in Grecia: cosa significano Spread, Bund e Rating

Pubblicato il 5 Maggio 2010 20:36 | Ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2010 20:36

Nell’ultimo periodo, con la crisi economica, i mezzi di comunicazione si sono popolati di termini che di solito sono utilizzati solo da esperti di economia. Invece adesso capita sempre più di frequente che si parli di “Spread” piuttosto che di “Rating” o “Bund”. Quasi nessuno, però, spiega cosa significano questi termini che per i più sono incomprensibili.

Spread: è la differenza tra il prezzo più basso di acquisto e il prezzo più alto di vendita in un mercato, ed è spesso usato come misura della liquidità del mercato. In termini finanziari, si tratta del “ricarico” che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base come proprio ricavo. Il principio è classicamente commerciale: il commerciante (la banca) compra il prodotto (il denaro) ad un prezzo (tasso di scambio interbancario) e lo rivende alla sua clientela ricaricato di un margine di guadagno (spread).

Bund: sono i Titoli di Stato emessi dal governo tedesco, paragonabili ai nostri Btp. Si tratta di emissioni a medio e lungo termine che, per la loro importanza, sono considerati dagli operatori come punto di riferimento per il mercato obbligazionario. Nelle ultime settimane si è fatta confusione sul loro significato perché in questo modo venivano erroneamente indicati anche i Titoli di Stato greci.

Rating: è un metodo utilizzato per classificare sia i titoli obbligazionari che le imprese in base alla loro “rischiosità”. In questo caso, essi si definiscono rating di merito creditizio da non confondersi ai rating etici che invece misurano la qualità della governance di chi emette i titoli. Solitamente il rating viene espresso attraverso un voto in lettere, in base al quale il mercato stabilisce un “premio” per il rischio da richiedere all’azienda per accettare quel determinato investimento. Scendendo nel rating aumenta il premio per il rischio richiesto e quindi l’emittente deve pagare uno spread maggiore rispetto al tasso “risk-free” (senza rischio).

I rating sono periodicamente pubblicati da agenzie specializzate: tra le principali ci sono Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings, Lince Spa, Capp&CAPP srl ed Eu-Ra Europe Rating Spa.

Un declassamento del rating di aziende o soggetti pubblici particolarmente indebitati, ha la conseguenza a breve termine di provocare un rialzo degli interessi applicati ai prestiti in corso, e quindi un aumento degli oneri finanziari. Il debitore potrebbe cedere beni immobili e mobili di sua proprietà a prezzi di realizzo, per evitare un peggioramento del rating.