Volkswagen, altri guai: l’anti-frode Ue indaga su fondi Bei

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Dicembre 2015 14:24 | Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre 2015 14:24
Volkswagen, altri guai: l'anti-frode Ue indaga su fondi Bei

Volkswagen, altri guai: l’anti-frode Ue indaga su fondi Bei

BERLINO – Nuovi guai in casa Volkswagen: la casa automobilistica è finita nel mirino dell’Olaf, l’ufficio europeo dell’anti frode, che indaga sui fondi comunitari ottenuti dalla Bei, la Banca europea per gli investimenti, per la Ricerca e Innovazione. In particolare gli ispettori dell’anti-frode vogliono capire se il denaro comunitario sia stato speso proprio nei progetti del Dieselgate, cioè quelli dei sofware che truccavano le emissioni di gas delle auto.

Intanto è fissata per giovedì prossimo a Wolfsburg la conferenza stampa di Volkswagen per comunicare lo stato dei lavori nel chiarimento del Dieselgate. Il ceo Mathias Mueller e il presidente del consiglio di vigilanza Hans Dieter Poetsch faranno il punto su quanto finora emerso dalle indagini interne che la casa automobilistica sta compiendo.

Per la prima volta da quando, quasi tre mesi fa, lo scandalo dei software che manipolavano le emissioni di gas dei motori è venuto alla luce, i due dirigenti di Vw si presenteranno di fronte ai giornalisti per rispondere alle loro domande. Finora la comunicazione dell’azienda era avvenuta per comunicati ufficiali o per dichiarazioni senza contraddittorio dei manager. Il giorno prima, mercoledì, si terrà a Wolfsburg il consiglio di vigilanza.

Quanto alle indagini dell’anti-frode, Marco Zatterin, spiega sul quotidiano La Stampa:

Risulta che Bei abbia tirato un sospiro di sollievo, perché in qualche modo la mossa degli ispettori Ue toglie di mano all’istituto di Lussemburgo il cerino rovente, e perché alleggerisce la pressione sul vertice della banca che, costruito intorno al presidente Hoyer, ha rilevanti radici tedesche. «Parte dei prestiti concessi al gruppo Vw è stata restituita», rileva una fonte europea, che però sottolinea come «il rimborso non faccia venire meno un eventuale comportamento di natura penale».

Su questo lavorano gli investigatori Olaf, un’azione inevitabile quando ci sono di mezzo i soldi dei contribuenti europei. L’inchiesta avrà due volani: la linea temporale delle malefatte di Wolfsburg, che potrebbe salvarsi se riuscisse a dimostrare che i fondi Bei non hanno avuto a che fare col software fuorilegge; l’esame della possibilità che, in caso di coincidenza fra pagamenti e irregolarità, si debba procedere con una richiesta di multa e/o con passaggio del dossier alla magistratura ordinaria. Comunque sia, ci vorrà tempo. Dodici mesi, se andrà tutto bene.