Volkswagen: dimissioni Martin Winterkorn dopo lo scandalo

di Edoardo Greco
Pubblicato il 23 Settembre 2015 17:55 | Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2015 18:56
Volkswagen: cade la testa di Winterkorn dopo lo scandalo

Martin Winterkorn, CEO of German carmaker Volkswagen, is photographed after the annual balance press conference in Wolfsburg, Germany, in this March 12, 2012 file photo. Winterkorn faces a reckoning with his board on Wednesday, summoned to explain the falsification of U.S. emissions tests in the biggest scandal in the 78-year history of the world’s largest carmaker. REUTERS/Fabian Bimmer/Files

WOLFSBURG, GERMANIA – Volkswagen-Audi, dopo lo scandalo del software trucca-emissioni sono arrivate le dimissioni di Martin Winterkorn, il Ceo (Chief executive officer, qualcosa di più dell’amministratore delegato) di Volkswagen. Winterkorn ha chiesto al Consiglio di sorveglianza di chiudere il suo mandato, anche se ha dichiarato di non essere a conoscenza di comportamenti illeciti.

“Come amministratore delegato mi assumo la responsabilità delle irregolarità emerse sui motori diesel”. Ha detto Martin Winterkorn in una dichiarazione comparsa sul sito di Volkswagen, riferendosi alle proprie dimissioni. “Lo faccio nell’interesse dell’azienda, pur non avendo assunto alcun comportamento sbagliato”.

Il Consiglio ha accettato le dimissioni spiegando che: “Serve un nuovo inizio. Nel quadro di questo nuovo inizio l’ad Martin Winterkorn ha proposto le sue dimissioni e il presidio lo ha accettato”. Il presidio del consiglio di sorveglianza ha annunciato una commissione speciale esterna, che indagherà sui responsabili delle manipolazioni dei dati. Si tratta di “un reato penale che andrà trattato conseguentemente come tale”.

La notizia delle dimissioni di Winterkorn ha fatto schizzare in alto il titolo Volskwagen alla Borsa di Francoforte: un rialzo del 9,1% a 115 euro.

Le ripercussioni sull’indotto in Italia. Il gruppo Volkswagen acquista annualmente componentistica italiana per un valore di oltre 1,5 miliardi di euro, mentre nel 2014 l’intera Germania ha acquistato componenti dal nostro Paese per 3,97 miliardi di euro. I dati sono dell’Anfia, l’Associazione che rappresenta la filiera dell’industria automobilistica italiana, che non ha però ancora elementi per valutare o quantificare l’eventuale impatto dello scandalo Volkswagen sul fatturato della componentistica italiana, che sarebbe comunque legato ad un taglio dell’attuale produzione di veicoli del gruppo tedesco.