Wall Street chiude contrastata. Ora si guarda a Jackson Hole

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Agosto 2015 1:22 | Ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2015 1:23
Wall Street chiude contrastata. Ora si guarda a Jackson Hole

(Foto d’archivio)

MILANO  –  Dopo le forti oscillazioni degli ultimi giorni Wall Street ha chiuso contrastata quella che è stata una delle peggiori settimane per la finanza mondiale. Il Dow Jones ha perso lo 0,08% a 16.641,34 punti e il Nasdaq ha guadagnato lo 0,32% a 4.828,32 punti. L’indice S&P500 è salito dello 0,05% a 1.988,68 punti.

Nel vecchio continente i listini europei hanno chiuso contrastati in attesa di indicazioni dalla riunione di Jackson Hole, la località del Wyoming dove si riuniscono i banchieri centrali alla ripresa dell’attività dopo le vacanze estive. Francoforte ha chiuso in calo dello 0,17%, Parigi ha guadagnato lo 0,36% e Londra dello 0,9%. Male, invece, Milano dove il Ftse Mib ha ceduto lo 0,93% e il Ftse All Share lo 0,89 per cento (guarda gli indici).

Sul fronte dei cambi l‘euro tratta a 1,1199 dollari in calo rispetto a giovedì sera (1,1242) e a 135,72 yen (135,72) mentre il rapporto fra dollaro e yen si attesta a 120,95 (120,71). Forte balzo del greggio con il future sul Wti con consegna a ottobre che sale del 4,7% a 44,56 dollari al barile.

 

La probabilità che la Federal Reserve disponga un aumento dei tassi nel mese di settembre è scesa al 28 per cento, da circa il 48 per cento prima mossa della Cina. Secondo il presidente della Fed di St.Louis, James Bullard, però i fondamentali dell’economia Usa “sono buoni” e la Fed “non dovrebbe modificare le proprie previsioni” per i prossimi mesi, che erano di un rialzo dei tassi. E il presidente della Fed di Cleveland, Loretta Mester, aveva detto che nonostante il “terremoto” sui mercati, l’economia Usa “resta solida e può sostenere un rialzo dei tassi”. Giovedì il Pil del secondo trimestre è stato rivisto al rialzo, mettendo a segno un +3,7%, contro una prima stima del 2,3%.

L’altro appuntamento a cui i mercati guardano è la riunione della Bce settimana prossima anche se gli economisti non si aspettano che Mario Draghi annunci qualche misura. La volatilità è destinata a continuare anche se non con la stessa intensità, ma molto dipenderà dai dati macro che daranno indicazioni sul rallentamento della Cina.