Wall Street Journal: “Le banche tagliano i fondi alle città. Crescita a rischio”

Pubblicato il 7 Giugno 2012 14:38 | Ultimo aggiornamento: 7 Giugno 2012 14:38

NEW YORK – “Nuovi rischi per la crescita in Europa. Le banche tagliano i fondi alle città”, titola apocalittico il Wall Street Journal. Di fronte a norme di solvibilità più severe, le banche europee hanno ridotto i prestiti ai governi regionali come quello di Chartres, in Francia, per i loro investimenti nelle infrastrutture, ponendo così un ostacolo all’occupazione e alla crescita economica.

Per decenni, scrive il Wall Street Journal, quando la città medievale di Chartres necessitava di un prestito per un progetto di costruzione, i funzionari non dovevano fare altro che  entrare in una delle numerose banche situate tra il municipio e la vicina cattedrale. Ma quest’anno, hanno dovuto guardare un po’ più lontano. Impossibilitato a raccogliere il denaro per mantenere i progetti di costruzione della città in vita, il sindaco Jean-Pierre Gorges ha inviato i suoi funzionari a Pechino nella speranza di negoziare un prestito con la Cina Development Bank.

Secondo il quotidiano, come neo presidente francese, François Hollande, si trova ad affrontare molteplici sfide poste dall’acuirsi della crisi dell’euro-zona. Dal travagliato sistema bancario della Spagna fino ad una potenziale uscita della Grecia dall’unione monetaria. E ora l’ultima: molti comuni non possono finanziare i loro progetti di investimento.

Non è cosa da poco, avverte il WSj, perché i governi locali in Europa si sobbarcano la maggior parte degli investimenti infrastrutturali pubblici, dalle strade alle fognature agli ospedali: otre il 70% di queste infrastrutture è in Francia. Così in un momento in cui i governi di tutta Europa sono alla ricerca di risorse per la crescita e l’occupazione, la ricerca di finanziamenti da parte delle autorità locali si fa sempre più ardua.

E mentre l’opinione pubblica cinese, come espresso dai media e dai siti di microblogging, si oppone al salvataggio dell’Europa attraverso l’acquisto dei titoli europei con i fondi statali cinesi, i funzionari cinesi vendono le infrastrutture in Europa come una scommessa più sicura dei titoli di Stato, dicono i banchieri europei che hanno trattato con essi.