Wind: ok alla fusione con Vimplecom, nasce il sesto gruppo di telecomunicazioni del mondo. No di Telenor

Pubblicato il 18 Gennaio 2011 9:19 | Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio 2011 9:19

La fusione tra la Wind Telecom di Naguib Sawiris (ex Weather Investments) e Vimpelcom si farà, anche se con il dissenso esplicito di Telenor, socio norvegese del gruppo russo, da sempre contrario all’operazione. Il consiglio di sorveglianza di Vimpelcom ha dato infatti il via libera al nuovo progetto di fusione che porterà in mano russa il 100% di Wind Italia e il 51,7% di Orascom Telecom. Ma le modifiche e le correzioni apportate al prospetto proprio per appianare le divergenze nate un mese fa con Telenor non sono bastate ad accontentare l’operatore scandinavo che, per la seconda volta, ha espresso il suo secco no in consiglio.

Il progetto è stato quindi approvato a maggioranza con sei voti favorevoli su nove, ovvero con i sì dei tre consiglieri dell’altro socio Altimo e dei tre membri indipendenti e con il no dei tre consiglieri Telenor, che hanno giudicato la nuova proposta ”ancora meno sensata” dell’operazione originaria. Il nuovo piano riduce l’offerta cash di Vimpelcom a Sawiris da 1,8 a 1,5 miliardi di dollari e di fatto esclude Wind Telecom dal consiglio della nuova società (contro i due membri della prima versione dell’accordo).

Allo stesso tempo però concede a Wind Telecom azioni comuni e privilegiate per un valore complessivo di 5 miliardi di dollari, tali da farla salire al 20% del capitale e al 30,6% dei diritti di voto della nuova Vimpelcom, rispetto al 18,5% previsto nel primo progetto. L’operazione determinerà quindi una diluizione delle quote degli attuali azionisti ed in particolare proprio di Telenor che, quanto a diritti di voto in assemblea, si ritroverà come socio di minoranza. In base al progetto infatti, accanto al 30,6% di voti di Wind, Altimo deterrà il 31,4% del capitale e il 31% di voti (dall’attuale 39,19% di capitale e 44,65% di diritti di voto) mentre Telenor (oggi con il 39,58% del capitale e il 36% dei diritti di voto) scenderà rispettivamente al 31,7% e al 25%.

Al termine della transazione anche gli azionisti di minoranza, che attualmente hanno il 18,6% dei diritti di voto, scenderanno infine al 12,9%. Da qui dunque il malcontento di Telenor che promette di dare battaglia all’assemblea in programma per il 17 marzo, cui spetta l’approvazione dell’emissione delle nuove azioni necessarie per lo scambio con Wind. L’obiettivo dei norvegesi e’ quello di riuscire a fare fronte comune con gli azionisti di minoranza, anche se, secondo l’amministratore delegato di Vimpelcom Alexander Izosomov, anche in questo contesto il gruppo ”non è lontano” dall’ottenere il consenso necessario all’approvazione del progetto. La fusione porterà alla creazione del sesto operatore mobile al mondo per numero di clienti, 173 milioni distribuiti in 19 paesi.