Workshop Eurasia, così Italia punta a Oriente per il business

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Giugno 2014 13:44 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2014 13:44
Workshop Eurasia, così Italia punta a Oriente per il business

Workshop Eurasia, così Italia punta a Oriente per il business

ROMA – L’Italia punta a Oriente e il Workshop Eurasia iniziato a Roma la mattina del 9 giugno è l’occasione ideale per moltiplicare le opportunità di business. Il workshop rappresenta un importante punto di contatto tra le diverse culture e permetterà di avere una panoramica della situazione attuale e sulle future prospettive. Al workshop infatti saranno presentati i trend di crescita dei Paesi asiatici, per approfondire gli spazi di collaborazione con l’Italia, definendo con le istituzioni e le aziende strategie condivise di sviluppo.

Un’iniziativa pluriennale di promozione internazionale, quella del workshop, nata sotto gli auspici del ministero degli Esteri e avviata congiuntamente da AGI, Università La Sapienza di Roma e Fondazione Roma-Mediterraneo, con il patrocinio dell’Ice. Come ha ricordato il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, il Workshop ha luogo alla “vigilia dell’avvio del semestre italiano di presidenza europea” e del

“vertice Asem dei capi di Stato e di governo di 52 Paesi dell’Europa e dell’Asia, che si incontreranno il prossimo ottobre a Milano con l’obiettivo di promuovere la crescita e lo sviluppo delle due regioni e di consolidare il dialogo sulla cooperazione politico-economica e gli scambi socio-culturali”.

In quest’ottica, si inserisce anche l’appuntamento dell’Expo2015 a Milano, che rappresenterà una straordinaria opportunità per trattare di temi centrali per lo sviluppo dei Paesi dell’Eurasia e per la crescita dell’interscambio tra le due aree. Confermando la

“crescente attenzione dell’Italia per il consolidamento delle architetture regionali in Asia”, Della Vedova ha sottolineato “l’intenzione di iniettare nuovo dinamismo nell’immagine e nel ruolo italiano in Asia”.

Di fronte a “un’interdipendenza economica crescente”, ha aggiunto, “Europa e Asia devono lavorare insieme per migliorare le possibilità di crescita”, forti anche del comune interesse nel “garantire la sicurezza globale ed evitare la nascita di nuovi conflitti”.

Concorde il presidente della Fondazione Roma-Mediterraneo, Emmanuele F. M. Emanuele, che si è detto convinto della necessità di confrontarsi con lo “scenario internazionale”, recuperando il rapporto con i Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo e

“attraverso di essi con l’Oriente tutto, area in macroscopica espansione, vera fucina di innovazione e sviluppo tecnologico, industriale e finanziario”.

E che gli spazi su cui lavorare siano ampi, lo hanno confermato i relatori che si sono avvicendati sul palco. A illustrare le prospettive economiche del gigante cinese, con i suoi punti di forza e le sue debolezze, ma anche le implicazioni per l’Europa sono stati chiamati, rispettivamente, Yuanan Zhang, giornalista del gruppo Caixin Media, e Laixiang Sun, professore all’Università Soas di Londra, seguiti da Giuseppe Izzo presidente della Camera di Commercio Europea di Taiwan, che si è soffermato su risultati e sfide che attendono la moderna e dinamica isola.

Non è mancato un richiamo, da parte del presidente della Camera di Commercio di Roma Giancarlo Cremonesi, all’importanza dell’interscambio turistico che, complice anche una crescita esponenziale del ceto medio nelle grandi realtà emergenti dell’Asia, porterà a una forte espansione del settore.

Occhi puntati sul Giappone e sulla politica economica del suo premier, denominata ‘Abenomics’, grazie alla presentazione di Naoyuki Yoshino, professore di Economia all’Università di Keio e consigliere dello stesso Shinzo Abe, prima di passare all’illustrazione di una realtàin espansione come la Mongolia, che, forte delle sue risorse minerarie, negli ultimi anni si è aperta con sempre maggiore decisione all’esterno, come ha sottolineato Irmuun Demberel, della Invest Mongolia Agency.

Spazio anche alla Corea del Sud e ai brillanti risultati conquistati negli ultimi decenni, in particolare nel settore high tech, evidenziati da Han Ki-Won, commissario della Invest Korea, a cui ha fatto eco Ajith N. Cabraal, governatore della Banca Centrale dello Sri Lanka, che nel suo intervento ha messo l’accento sulla forte crescita dell’area, sottolineando la necessita’ di un flusso continuo di investimenti. Non sono mancati infine gli interventi sulle prospettive e le sfide future di David O’Rear, economista della Camera di Commercio Generale di Hong Kong, e di Giuseppe Scognamiglio, vice presidente esecutivo del Gruppo Unicredit.

Nel pomeriggio è attesa una seconda sessione di lavoro, incentrata su “Investire nei mercati emergenti dell’Eurasia, attrarre capitali in Europa”, mentre domani si continuerà con un focus sul mondo dei media e della comunicazione, presieduto da Giovanni Di Giovanni, amministratore delegato dell’AGI, e una sessione sul ruolo della diplomazia.
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