Riscaldamenti, quando si possono accendere? Il calendario e i consigli per risparmiare

di Gianluca Pace
Pubblicato il 25 ottobre 2018 14:31 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2018 14:31
Riscaldamenti, quando si possono accendere? Il calendario e i consigli per risparmiare (foto Ansa)

Riscaldamenti, quando si possono accendere? Il calendario e i consigli per risparmiare (foto Ansa)

ROMA – Arriva il freddo e tornano i riscaldamenti. Ma quando si potranno accendere? L’Italia è divisa in sei “zone climatiche”. Ogni “zona climatica” ha un calendario diverso.

Queste le sei zone climatiche italiane:

  • Zona Climatica A (Lampedusa e Linosa, Porto Empedocle): qui i riscaldamenti si possono accendere dal primo dicembre al 15 marzo per sei ore al giorno.
  • Zona Climatica B (Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa e Trapani): dal primo dicembre al 31 marzo per otto ore al giorno.
  • Zona Climatica C (province di Imperia, Latina, Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari e Taranto): dal 15 novembre al 31 marzo per dieci ore al giorno.
  • Zona Climatica D (Genova, La Spezia, Savona, Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Macerata, Massa C., Pesaro, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Siena, Terni, Viterbo, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Foggia, Isernia, Matera, Nuoro, Pescara, Teramo e Vibo Valentia): dal primo novembre al 15 aprile per dodici ore al giorno.
  • Zona Climatica E (Alessandria; Aosta; Asti; Bergamo; Biella; Brescia; Como; Cremona; Lecco; Lodi; Milano; Novara; Padova; Pavia; Sondrio; Torino; Varese; Verbania; Vercelli; Bologna; Bolzano; Ferrara; Gorizia; Modena; Parma; Piacenza; Pordenone; Ravenna; Reggio Emilia; Rimini; Rovigo; Treviso; Trieste; Udine; Venezia; Verona; Vicenza; Arezzo; Perugia; Frosinone; Rieti; Campobasso; Enna; L’Aquila e Potenza): dal 15 ottobre al 15 aprile per quattordici ore al giorno.
  • Zona Climatica F (Cuneo, Belluno e Trento): in questa zona non ci sono limitazioni.

Qui il PDF con l’elenco completo dei comuni.

Di norma gli impianti vanno accesi dopo le cinque del mattino e spenti entro le 23. Secondo la legge, la temperatura interna non può superare i 20 gradi centigradi, con 2 gradi di tolleranza all’interno di abitazioni, scuole e uffici.

ENEA, l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha stilato un decalogo per risparmiare.

  • Effettuare la manutenzione degli impianti. Chi non effettua la manutenzione rischia una multa a partire da 500 euro.
  • Controllare la temperatura degli ambienti. Scaldare troppo la casa fa male alla salute.
  • Attenti alle ore di accensione. Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia a
    seconda delle 6 zone climatiche.
  • Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone.
  • Schermare le finestre durante la notte.
  • Evitare ostacoli davanti e sopra i termosifoni.
  • Fare un check-up alla propria casa. Chiedere a un tecnico di fare una diagnosi energetica dell’edificio è il primo
    passo da fare per valutare lo stato dell’isolamento termico di pareti e finestre.
  • Impianti di riscaldamento innovativi. Per legge, dal 2015, tranne poche eccezioni, si possono installare solo
    caldaie a condensazione.
  • Soluzioni tecnologiche innovative. Anche la domotica aiuta a risparmiare. Cronotermostati e rilevatori di
    presenza elettronici consentono di regolare anche a distanza la temperatura degli ambienti
  • Applicare valvole termostatiche. Queste apparecchiature servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei
    termosifoni, consentendo di non superare la temperatura impostata per il riscaldamento degli ambienti.

Qui il PDF con tutti i consigli di ENEA.