Tassa sui condizionatori: ecco quanto costerà

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 luglio 2015 11:22 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2015 12:48
Tassa sui condizionatori: ecco quanto costerà

Condizionatore

ROMA – Proprio nei giorni più caldi dell’anno arriva una notizia che fa salire la temperatura: la tassa sul condizionatore.

Tutto parte dalla necessità per l’Italia di adeguare la legislazione nazionale a una direttiva europea che tutela l’ecosistema limitando l’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera. La direttiva Ue (anzi due: la 2002/91/CE e la 2010/31/UE la prima già recepita dal DL 19 agosto 2005 n.192) equipara i condizionatori agli impianti di riscaldamento, obbligando i proprietari a possedere un libretto di impianto, oltre a introdurre controlli ogni 4 anni dei condizionatori stessi. Il provvedimento è stato emanato dal governo Renzi alla fine di giugno.

Il comune di Roma, spiega il quotidiano Libero,

è il primo a prendere la palla al balzo. E i primi dati, in generale, parlano di cifre considerevoli: per il rilascio del libretto e del primo bollino per i condizionatori occorreranno almeno 200 euro, che salgono a 300 se i condizionatori in casa sono più di uno. E si calcola che l’intero gettito di questo provvedimento porti nelle casse dello stato più di quanto porti la riscossione dell’Imu: 4 miliardi di euro.

Severe le sanzioni per chi viene beccato senza le carte in regola: dai 500 ai tremila euro per il proprietario dei condizionatori, da mille a seimila euro per il manutentore che non abbia applicato minuziosamente la normativa. Comuni e regii si fregano le mani: le somme finiscono nelle loro casse, in cronico bisogno.

In realtà le cose non stanno così perché il decreto che stabilisce l’introduzione del bollino per gli impianti di condizionamento con potenza superiore ai 12Kw è il decreto del 10 febbraio 2014 recante Modelli di libretto di impianto per la climatizzazione e di rapporto di efficienza energetica.

Il DL 192/2005 (Governo Berlusconi II) recependo la normativa europea aveva istituito il “libretto di centrale” o “libretto d’impianto” per gli impianti di riscaldamento. Nell’ottica di una maggiore efficienza energetica il decreto del 10 febbraio 2014 istituisce (inizialmente a partire dal giugno 2014 poi spostato ad ottobre 2014) lo stesso tipo di libretto anche per gli impianti di condizionamento (ovvero di raffreddamento).