Carbone pulito, una nuova tecnologia che però costa ancora troppo

Pubblicato il 10 Marzo 2009 14:34 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2009 14:34

L’idea di produrre carbone pulito per salvare il mondo dal riscaldamento globale sta diventando una sorta di articolo di fede tra esperti e responsabili governativi, a quanto scrive The Economist. La tecnologia per produrlo si chiama ”carbon capture and storage, CCS” (cattura del carbone e immagazzinamento) e se ne sta ormai parlando in tuttti i progetti per ridurre le emissioni gas serra.

La Stern Review, in un autorevole rapporto sugli aspetti economici dei cambiamenti climatici, considera il CCS ”essenziale”, in quanto fornisce una delle sette quote di riduzione di emissioni proposte da Robert Socolow, della Princeton University. L’International Energy Agency (IEA) calcola che il mondo avrà bisogno di oltre 200 stabilimenti dotati di CCS entro il 2030 per limitare l’aumento delle temperature globali a circa 3 gradi centigradi.

Gli uomini politici appoggiano l’idea del carbone pulito. Ne ha parlato Barack Obama durante la campagna elettorale dell’anno scorso, e il primo ministro britannico Gordon Brown ha dichiarato che la tecnologia del CCS è necessaria ”se vogliamo avere la possibilità di realizzare i nostri obiettivi sul clima globale”. Quanto ai leader del G8, vorrebbero che la tecnologia fosse diffusa entro il 2020.

Nonostante questi entusiasmi, tuttavia, ancora non esiste un singolo stabilimento al mondo che abbia adottato il CCS. Le aziende si rifiutano di costruirli perchè la tecnologia è costosa e non sperimentata anche se i sostenitori del CCS affermano che i costi caleranno col tempo e l’esperienza diretta, ma è difficile dire di quanto.

Dal canto loro i gruppi ecologisti sono perplessi in quanto temono che la produzione del ”carbone catturato” possa causare perdite nell’atmosfera. In altre parole – conclude The Economist – i leader mondiali sperano in un sistema per affrontare i cambiamenti climatici che nel migliore dei casi è incerto e nel peggiore inattuabile.

La produzione di CCS sembra sorprendentemente semplice. Si tratta di isolare l’ossido di carbonio dove è prodotto in grandi quantità, come le ciminiere di stabilimenti che producono elettricità, comprimerlo e pomparlo sottoterra per il succesivo utilizzo.

LG