Caro bollette: i prelievi “parafiscali” valgono tre Imu

Pubblicato il 3 Maggio 2013 9:23 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2013 9:24
Caro bollette: i prelievi "parafiscali" valgono tre Imu

Caro bollette: i prelievi “parafiscali” valgono tre Imu

ROMA – Bollette: i prelievi “parafiscali” valgono tre Imu. Non suscita lo stesso dibattito politico sull’Imu, ma il caro bollette energia, luce e gas, a guardare bene pesa in media di più sulle famiglie. Il totale gli oneri “parafiscali”, cioè la ricaduta sul consumatore degli incentivi all’energia verde, gli sgravi elettrici per far pagare un po’ meno le imprese, ala fine rappresentano un prelievo che vale tre volte l’Imu sulla prima casa, 13 miliardi. L’ultimo provvedimento in questo senso vale un aumento stimabile tra l’1,5 e il 2%. E’ quanto vale il taglio di oneri fissato dall’ex ministro Passera di 600 milioni alle imprese energivore trasferito sui consumatori.

Se lo sgravio elettrico per le imprese è un fatto meritorio durante questa fase di sofferenza e crisi, meno accettabile è che tutto questo venga accollato al cittadino/utente. Il Corriere della Sera del 3 maggio ospita il pensiero sul tema del presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas Guido Bortoni: “Il peso degli oneri di sistema sulle bollette dei clienti finali è diventato quasi insostenibile”. Questo prelievo “parafiscale”, il 20% della bolletta, ha superato ormai, ed è un paradosso, anche la componente fiscale propriamente detta.

Obiettivo dell’Autorità è la riduzione degli oneri in bolletta, il problema è come farlo. Serve maggior selettività e per questo bisogna guardare a chi, materialmente riceve gli sgravi o gli incentivi ed evitare profitti ingiustificati (perché “drogati” dal sostegno pubblico). Il Corriere della Sera cita il caso degli incentivi al fotovoltaico che nel 2012 sono passati da 3,9 a 5,9 miliardi. In gioco c’è la credibilità delle istituzioni che hanno scommesso sull’energia verde, le pretese della lobby termo-elettrica che si sente penalizzata e soprattutto la tutela dei consumatori, alla fine uniche vittime dei rincari.