Centrali elettriche a carbone in Italia, chiusura entro il 2025 a rischio: ferme le autorizzazioni per costruire gli impianti a gas

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Marzo 2021 12:51 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2021 13:07
Centrali elettriche a carbone in Italia, chiusura entro il 2025 a rischio

Centrali elettriche a carbone in Italia, chiusura entro il 2025 a rischio: ferme le autorizzazioni per costruire gli impianti a gas (foto ANSA)

L’obiettivo di chiudere le centrali elettriche a carbone in Italia entro il 2025, previsto dal Piano nazionale per l’energia e clima (Pniec), rischia di saltare.

Come riporta il Sole 24 ore, gli impianti che generano energia elettrica con il carbone in Italia sono 8, incluse le centrali di Fiume Santo e Sulcis in Sardegna.

Enel sta lavorando al progetto di chiusura dei propri impianti: progressivamente entro il 2023 per Fusina (Venezia) e La Spezia, entro il 2025 per Civitavecchia e Brindisi. La scadenza del 2025 è prevista anche per la Sardegna, dove gestisce la centrale Sulcis. Per staccare dalla rete le centrali, Enel ha previsto di costruire impianti a gas, da tenere in vita per un tempo limitato fino a quando nel paese non ci sarà un’adeguata diffusione di fonti fotovoltaiche ed eoliche.

Chiusura centrali elettriche a carbone, a rischio lo stop entro il 2025

Un processo, quello delle autorizzazioni per costruire gli impianti a gas per le sostituzioni, che però sta avendo dei ritardi. Sempre secondo quanto scrive il Sole 24 ore,

“l’aspetto che aggrava ancora di più la situazione è il fatto che nel frattempo Enel ha partecipato alle aste indette da Terna per il capacity market: si è aggiudicata la possibilità di fornire energia elettrica, prodotta con gli impianti a gas ancora da costruire, a partire dal 2023. Il suo impegno le consente di ottenere un rendimento minimo garantito per permettere la costruzione delle nuove centrali a gas, che altrimenti per le ore di lavoro atteso non sarebbero economicamente sostenibili.

Terna ha ammesso la partecipazione alle gare perché l’iter autorizzativo per la costruzione degli impianti era in corso e l’ok era atteso a fine dicembre 2020. Ovviamente non è arrivato e la scadenza è stata prorogata a fine giugno 2021. E quindi chiudere le centrali a carbone entro il 2025 sarebbe impossibile […].

La prospettiva che siano realizzati impianti a gas per accelerare la transizione energetica non è ben vista da una parte del mondo politico e dagli ambientalisti, che temono anche aggravi per la bolletta […].

Tamburi (Enel): “Abbiamo dovuto richiamare in esercizio gli impianti”

Un punto su cui era già intervenuto il direttore di Enel Italia, Carlo Tamburi, a settembre: “Purtroppo, se continuiamo così non si raggiungono nemmeno gli obiettivi che c’erano l’altro ieri” per la riduzione delle emissioni “perché i tempi autorizzativi sono troppo lenti, perché le centrali a carbone che vorremmo chiudere tutti quanti e che stiamo facendo di tutto e di più per chiudere al 2025, forse non si riesce”. 

“In questi giorni, con tanta indisponibilità di altri impianti e con una buona ripresa della domanda (che è un fatto positivo) hanno richiamato in esercizio impianti a carbone fermi da mesi e mesi perché, per l’inadeguatezza del sistema, servono”, dice Tamburi.