Enel paga crisi mercato energia, ma conferma utile fissato e target

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 novembre 2014 13:09 | Ultimo aggiornamento: 13 novembre 2014 13:09
Enel paga crisi mercato energia, ma conferma utile fissato e target

Francesco Starace, ad di Enel (foto Lapresse)

ROMA – Enel chiude il terzo trimestre con un risultato in sensibile flessione, ma conferma i target di ebitda e utile netto ordinario fissati per fine anno, puntando ancora sui mercati emergenti e sulle energie rinnovabili.

I conti approvati dal cda, che ha visto le dimissioni “per motivi personali” del consigliere indipendente Salvatore Mancuso, mostrano un risultato netto in flessione del 16,2% nei nove mesi e del 58% nel terzo trimestre; i ricavi sono scesi rispettivamente del 6,5% a 54 miliardi e del 3% a 17,9 miliardi.

L’utile netto ordinario del trimestre si è fermato a 298 milioni di euro (gli analisti contattati dall’agenzia Bloomberg avevano puntato su 320 milioni).

A pesare sui conti, come ha spiegato l’ad Francesco Starace, è come sempre il contesto macroeconomico, con la perdurante debolezza della domanda elettrica (vendite di energia -3,5%), ma anche alcuni fattori tecnici, come l’effetto cambio in Russia e America latina e l’impatto delle misure regolatorie introdotte in Spagna.

Positiva, invece, è stata la performance del mercato italiano, che mostra margini in crescita del 12% grazie al forte contributo del mercato libero, capace di raddoppiare il mol.

L’Enel del futuro, comunque, continuerà a puntare sui mercati emergenti e sulle energie rinnovabili, con il forte contributo derivante da Enel Green Power. Ma Starace conta anche sui benefici derivanti dal recente scorporo delle attività dell’America latina da quelle della penisola iberica, nonché sull’operazione in corso in Spagna, dove sta procedendo il collocamento di una quota tra il 17% e il 22% di Endesa.

L’incasso, ha spiegato l’ad in conference call, andrà alla riduzione del debito, il macigno su cui gli analisti si sono intrattenuti a lungo. A preoccupare è non solo il fatto che sia aumentato a 44,5 miliardi, ma soprattutto la revisione della previsione per fine anno: dai 37 miliardi annunciati, il gruppo è passato a 39-40 miliardi, assicurando però che la riduzione “continuerà a essere una priorità”.

E’ toccato al direttore finanziario, Luigi Ferraris, rassicurare i mercati: nel target, ha spiegato, sono previsti 4 miliardi di dismissioni, l’incasso dall’operazione Endesa, altri disposal per 1 miliardo, l’accelerazione sul buyback delle minorities, ma non gli introiti derivanti dalle cessioni in Romania e Slovacchia, per le quali sono attese offerte vincolanti entro la fine dell’anno. La vendita vera e propria, evidentemente, slitta al 2015.