Enel, Starace alla Nuova Sardegna spiega come avverrà la rivoluzione verde sull’energia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Luglio 2021 9:54 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2021 9:54
Enel, Starace alla Nuova Sardegna spiega come avverrà la rivoluzione verde sull'energia

L’amministratore delegato di Enel holding, Francesco Starace, in un’immagine d’archivio diffusa dall’ufficio stampa, Roma, 23 settembre 2019. “Questo governo sembra essere abbastanza in sintonia con la Commissione europea” e “la ricetta italiana deve solo declinare in termini italiani la ricetta generale”, ha detto il ceo di Enel, commentando le nuove misure ‘green’ annunciate dal Governo italiano in una videointervista all’Italian energy summit. ANSA/UFFICIO STAMPA ENEL/GUIDO FUA’

Francesco Starace, amministratore delegato di Enel, in una lunga intervista alla Nuova Sardegna, spiega come avverrà la rivoluzione verde sull’energia. Enel, presente in 32 paesi, in cinque continenti, è uno dei principali produttori di energia da fonti rinnovabili al mondo, con una capacità installata da idrico, eolico, geotermico, fotovoltaico e biomasse di ben 49 gigawatt.

Starace e la rivoluzione verde

“Vogliamo anticipare i tempi della decarbonizzazione – ha detto Francesco Starace alla Nuova Sardegna – con progetti fattibili, credibili, sostenibili sia ambientalmente che economicamente”. L’obiettivo è fare dell’isola al 2030 una regione green. “Tutto è nato dall’analisi degli investimenti che noi e Terna (il gestore della rete elettrica ad alta tensione nazionale, ndr) intendiamo realizzare nel futuro. Il Tyrrhenian link, che collegherà Sardegna, Sicilia e Campania e che inserirà a pieno titolo e senza vincolo alcuno la Sardegna nella rete nazionale, chiudendo il cerchio ideale di collegamenti, permetterà all’isola di contemplare un futuro green”.

“La chiusura degli impianti a carbone al 2025  – prosegue Starace – potrà avvenire senza altra capacità di generazione termica, alimentata a gas. Oggi, e nel prossimo futuro, il gas in Sardegna non c’è. Che senso ha destinare investimenti in questa filieira quando si sa che servirà solo a stabilizzare il sistema per un breve arco di anni? Analizzando il Pnrr ci siamo così domandati: ma è possibile che una area vasta e importante del paese possa già adesso “saltare” il gas e arrivare prima degli altri a vedere il suo parco energetico, e industriale veramente green? E possibile far fare a una delle aree più preziose del paese far fare un poderoso salto in avanti? Noi riteniamo di si”.

Starace e il futuro energetico della Sardegna

“Noi pensiamo a una Sardegna solo elettrificata, per le famiglie e le imprese che sfrutti i doni naturali, acqua sole e vento, e cambi per sempre i paradigmi ambientali locali. Un primo scenario ipotizza l’installazione, a Thyrrenian link in esercizio, di un gigawatt di batterie e circa 4/5 gigawatt di potenza di rinnovabili in più rispetto a quanto abbiamo adesso. Oltre agli ovvi benefici ambientali, come la scomparsa di fatto di dell’anidride carbonica prodotta dalle fonti fossili, un piano del genere svilupperebbe investimenti sull’intera filiera da qui al 2030 di 15 miliardi di euro, un indotto più che doppio e una occupazione trai 10 e i 15mila addetti qualificati e specializzati”.

“Soprattutto si vedrebbe e si venderebbe nel mondo l’isola  – spiega ancora Starace – non solo come produttrice di inquinanti materie prime, ma come una area del tutto green. Dalle auto elettriche nei luoghi turistici sia del mare che delle aree interne, ai porti liberi dal gasolio delle navi in sosta, alimentate solo dall’energia elettrica e non dai motori a diesel. La Sardegna sarebbe un unicum in tutto il Mediterraneo”.

Il piano investimenti Enel

“Il nostro piano di investimenti – dice Starace – prevede la crescita di rinnovabili in tutta Italia. In Sardegna possiamo arrivare a un terzo, o anche di più della cifra sopra ipotizzata di 4 0 5 gigawatt. Ma puntiamo a realizzare anche un parco di accumuli realistico, robusto e diversificato. Saremmo molto contenti di fare altro idroelettrico ma dobbiamo essere realistici sulla possibilità di fare bacini adeguati in tempi, come dire, umani, perché purtroppo il tempo, in questi scenari è una variabile decisiva. I parchi di batterie per noi sono ormai una buona soluzione: non occupano molto suolo e non fanno rumore. Idroelettrico e accumulo elettrochimico possono convivere, l’importante è disporre di una capacità di accumulo significativa”.