Enel si sottopone a valutazione Ceres su gestione idrica: primi al mondo a farlo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 settembre 2013 19:03 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2013 19:05
Enel si sottopone a valutazione Ceres su gestione idrica: primi al mondo a farlo

Fulvio Conti, ad di Enel (foto Lapresse)

ROMA – Enel è il primo gruppo energetico al mondo ad essersi sottoposto alla valutazione Ceres sulla performance idrica, una metodologia che valuta la gestione delle risorse idriche di aziende operanti in diversi settori industriali e rappresenta una guida per gli investitori che desiderano premiare comportamenti aziendali più sostenibili.

Enel e Ceres ‑ l’organizzazione no-profit che mobilita imprese e investitori per affrontare il problema della scarsità d’acqua e altre sfide alla sostenibilità ‑ hanno presentato oggi presso la sede del Parlamento europeo a Bruxelles la valutazione Aqua Gauge, un progetto per guidare le aziende e gli investitori verso una migliore gestione del rischio idrico.

Le società che operano nel settore energetico e in altri settori ad alta intensità di consumo d’acqua sono sottoposte a crescenti pressioni per un uso più efficiente delle risorse idriche a fronte di tendenze quali il cambiamento climatico e la scarsità d’acqua, la crescente domanda di acqua negli insediamenti urbani e agricoli, nonché l’inasprimento della normativa ambientale in molte regioni. La produzione di energia richiede ingenti disponibilità di acqua, che serve a generare vapore, a raffreddare le turbine elettriche, nonché a produrre energia idroelettrica.

La valutazione di Ceres ha evidenziato diverse aree in cui Enel adotta le migliori pratiche nella gestione dell’acqua. In particolare, la società eccelle per il suo impegno nel coinvolgere le comunità locali su temi legati ai consumi idrici, la fornitura di informazioni trasparenti e dettagliate ai propri stakeholder, nonché la capacità di raccogliere dati affidabili sul consumo idrico nelle sue attività globali.

Enel è la prima ed unica utility a livello mondiale a rispondere a un’indagine Water Disclosure del Carbon Disclosure Project, una richiesta di dati sostenuta da investitori che gestiscono 57 mila miliardi di dollari, nonché a partecipare a una ulteriore valutazione delle proprie prestazioni idriche mediante l’Aqua Gauge di Ceres.

“La gestione efficiente dell’acqua è un obiettivo strategico della nostra politica ambientale – ha commentato Andrea Valcalda responsabile dell’unità Ambiente di Enel – Stiamo conseguendo ottimi risultati nella riduzione dei consumi idrici, e abbiamo già definito un obiettivo a medio termine per un ulteriore miglioramento. Abbiamo deciso, prima tra le utilities mondiali, di ricorrere ad Aqua Gauge per valutare la nostra performance, identificare ulteriori opportunità e condividere la nostra tabella di marcia con stakeholder e investitori.”

Attualmente, solo poco più del 6% della produzione complessiva di energia elettrica del gruppo Enel proviene da aree mondiali interessate da stress idrico (“moderato e superiore”), secondo gli standard stabiliti dal World Resource Institute e dalla FAO .

Da sempre impegnato a promuovere un uso più efficiente di questa risorsa fondamentale per la produzione elettrica, Enel ha conseguito una riduzione del 31% dei suoi consumi idrici industriali (in termini di litri/kWh prodotto) in tutte le sue attività, nel periodo 2007-2012.

Tale risultato è solo l’ultimo esempio degli sforzi di Enel verso una comunicazione più trasparente con stakeholder e investitori istituzionali e si aggiunge alla partecipazione del Gruppo al Dow Jones Sustainability Index, al FTSE 4Good e al Carbon Disclosure Project.

“Il futuro dell’energia dipende dalla disponibilità di acqua”, ha affermato Brooke Barton, direttore del Programma Acqua di Ceres. “Aziende come Enel hanno un interesse commerciale diretto a garantire che fiumi e bacini idrici siano ben gestiti e tutelati. I cambiamenti climatici e la scarsità di acqua spingono le imprese del settore energetico e ai loro investitori a investire in tecnologie di generazione che riducano al minimo i rischi idrici gettando le basi per un’economia a basse emissioni di carbonio”.