Enel X e Symbola presentano lo studio sulla mobilità elettrica in Italia FOTO-VIDEO: installate 5700 colonnine solo a marzo

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 8 aprile 2019 19:56 | Ultimo aggiornamento: 9 aprile 2019 22:19
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Enel X e Fondazione Symbola presentano lo studio sulla mobilità elettrica in Italia

ROMA – Enel X e Fondazione Symbola hanno presentato oggi, lunedì 8 aprile, all’auditorium Enel di viale Regina Margherita a Roma,  lo studio “100 Italian e-mobility stories”. A due anni dalla prima edizione, “100 Italian e-mobility stories” racconta le storie delle imprese italiane che investono nella filiera della mobilità elettrica.  

Durante la presentazione si è parlato di mobilità elettrica e di come siamo messi in Italia sia dal punti di vista della produzione, sia dal punto di vista del numero effettivo di veicoli elettrici circolanti. Gli italiani, come si sa,”vantano” un tasso di motorizzazione fra i più alti d’Europa: da noi infatti, ci sono 625 autovetture ogni mille abitanti. Proprio questa passione – unita al giusto mix di incentivi, ma soprattutto di cambiamenti culturali e infrastrutturali – potrebbe aiutare a recuperare la partenza ritardata sul campo della mobilità elettrica.

Un segnale arriva dai 10mila veicoli elettrici venduti in Italia nel 2018 che – sebbene siano ancora pochi rispetto ai 60 milioni di italiani – rappresentano una cifra esattamente doppia rispetto alle vendite del 2017 (fermatesi a 5mila veicoli).

A livello globale, le cifre assolute sono nettamente differenti da quelle italiane, ma almeno sulle percentuali di crescita siamo sulla stessa linea degli Usa, dove i veicoli elettrici in circolazione sono aumentati nell’ultimo anno del 100%, toccando il milione di vendite.

Nel mondo ci sono 5,3 milioni di veicoli elettrici per passeggeri o merci (erano 1,5 milioni nel 2016) di cui 2 milioni in Cina (+150% nel 2018 rispetto al 2017). In Europa, invece, il primato spetta alla Norvegia, dove circolano 250.000 auto elettriche a fronte di soli 5 milioni di abitanti.  

Il cambio di passo “c’è stato anche sulle infrastrutture”, fa notare lo studio che stima in oltre 8.300 i punti di ricarica pubblici presenti in Italia, ancora pochi, ma in costante crescita. L’idea “è quella di dotare il paese di una rete di ricarica capillare che permetta a chi guida un veicolo elettrico di percorrere l’Italia dalla Valle d’Aosta alla Sicilia senza paura di rimanere a piedi” ha spiegato Francesco Venturini, responsabile Enel X annunciando che l’obiettivo della società è quello di installare circa 28.000 punti di ricarica al 2022 con un investimento complessivo fino a 300 milioni di euro e “a fine marzo possiamo già affermare di aver raggiunto un traguardo importante, con circa 5.700 nuovi punti di ricarica installati in tutta Italia”.

Le imprese italiane “sono molto più avanti di quanto si pensi, sulla mobilità elettrica – ha detto il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, aggiungendo che è vero che siamo molto indietro rispetto ad altri paesi, “ma siamo di fronte a una sfida enorme dal punto di vista ambientale e tecnologico, perciò bisogna attrezzarsi”.

“L’Italia è un Paese in cui i problemi possono diventare opportunità – aveva dichiarato Realacci nel presentare lo studio – un Paese che sa innovare senza perdere la sua anima, che guarda al mondo senza perdere il rapporto con i territori e le comunità, che scommette sulla coesione e sulla qualità. Che promuove un’alleanza tra bellezza, design, e tecnologia. ‘100 Italian E-Mobility Stories 2019’ ce lo conferma. Puntare sulla sostenibilità e sull’efficienza, nella mobilità, come negli altri settori, è la strada del futuro e va nella direzione dell’Accordo di Parigi. È da questi talenti, da queste energie che dobbiamo partire: incoraggiandoli, valorizzandoli e portandoli a sistema. Solo se l’Italia fa l’Italia saprà affrontare con successo le difficoltà che la attendono”.

Realacci ha spiegato che l’Italia è tra i primi paesi al mondo nel recupero di percorsi produttivi: “Recuperiamo il doppio dei prodotti rispetti agli altri. Ciò è dovuto al fatto che siamo un paese povero di materie prime da sempre”. 

Secondo Realacci, il modello norvegese che finanzia l’utilizzo di auto elettriche, in Italia sarebbe però insostenibile a fronte dei 60 milioni di abitanti contro i 5 della Norvegia. Cosa si può quindi fare per incentivare il trasporto elettrico? Secondo il presidente di Symbola si dovrebbe puntare ad investimenti massicci sulla mobilità pubblica, dato che il parco autobus italiano è molto vecchio ed anche molto inquinante. 

Tra le persone invitate a parlare, sul palco è salito Francesco Paolo Ausiello di ASTER, azienda leader in Emilia Romagna nella promozione e nella ricerca industriale che ha a che fare con lo sviluppo economico sostenibile. 

Ausiello ha raccontato la nascita di ERmes,  in origine una associazione volontaria tra 25 aziende che si uniscono tra loro con lo scopo di condividere esperienze e informazioni. Non avendo finanziamenti, le aziende e gli enti di ricerca che si trovano in Emilia Romagna e che fanno parte del progetto ERmes, inizialmente si limitano soltanto a mettersi insieme creando un networking.

Successivamente c’è il decollo industriale, favorito anche da diversi partner istituzionali che cominciano a credere nel progetto. Nell’intervista che segue, Ausiello spiega alcuni dei progetti industriali altamente innovativi promossi da ERmes, società che fa parte delle “100 Italian e-mobility stories” raccontate da Enel X e Fondazione Symbola.

Foto e video Blitz Quotidiano