Eurelectric Power Summit 2019: dalla transizione energetica alle comunità energetiche autonome

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 22 maggio 2019 19:53 | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2019 19:53
Eurelectric, transizione energetica tema del Power Summit 2019

Eurelectric Power Summit 2019: dalla transizione energetica alle comunità energetiche autonome (Foto Blitzquotidiano/Veronica Nicosia)

FIRENZE – Nella sala plenaria della Stazione Leopolda si è svolta il 20 maggio la prima giornata del Power Summit 2019 di Eurelectric. Una giornata in cui fissare gli obiettivi delle industrie energetiche in Europa, obiettivi che serviranno a preservare il clima e chiedere all’Unione europea una politica energetica sostenibile e comunitaria.

A introdurre la giornata di lavori è stato Francesco Starace, amministratore delegato di Enel e presidente uscente di Eurelectric dopo il suo mandato durato due anni. Le parole chiave di questo summit sono transizione energetica, decarbonizzazione, sovranità energetica e ancora cliente nel cuore della rete di distribuzione. Tutte sfide che, come annunciato in conferenza stampa, ora dovrà portare davanti alle istituzioni europee il nuovo presidente di Eurelectric Magnus Hall, già presidente e amministratore delegato della società elettrica svedese Vattenfall.

Cos’è Eurelectric?

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L’associazione di settore Eurelectric rappresenta gli interessi dell’industria europea dell’elettricità a livello paneuropeo. Questa associazione riunisce il settore energetico di oltre 30 Paesi in Europa, dando voce a oltre 3.500 aziende attive nella produzione, distribuzione e fornitura di energia. L’obiettivo di Eurelectric è quello di promuovere la competitività dell’industria elettrica e garantire una efficace rappresentanza all’industria negli affari pubblici e promuovere il ruolo dell’elettricità sia nell’ottica del progresso sociale che dell’individuazione di soluzioni alle sfide dello sviluppo sostenibile.

Transizione energetica: cittadini progatonisti

Il cambiamento climatico porta alla necessità di dire addio ai carburanti fossili e per questo motivo Eurelectric propone una transizione energetica che permetta a tutti i Paesi dell’Unione europea di accedere all’elettricità da fonti rinnovabili, sostenibili e pulite. Starace, all’apertura dei lavori della prima giornata del Power Summit 2019, ha spiegato: “L’energia è al centro del nostro mondo, ma siamo verso la fine dell’era dei carburanti fossili. L’evoluzione in atto riguarda anche le energie e dobbiamo essere grati che la tecnologia moderna sia al servizio del settore dell’elettricità. Le istituzioni europee ci ascoltano e dobbiamo far capire chiaro qual è lo spirito di Eurelectric, cioè uno spirito di mettersi al servizio della società per un migliore welfare”. 

Al centro di questa transizione energetica, spiegano gli ospiti intervenuti tra cui il sottosegretario del ministero dello Sviluppo Economico italiano Davide Crippa e il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, deve esserci il cittadino. Proprio i clienti infatti devono poter partecipare attivamente ai percorsi che porteranno il settore verso le rinnovabili.

Decarbonizzazione: obiettivi entro il 2050

Per Crippa infatti la decarbonizzazione deve essere accelerata affinché le emissioni siano dimezzate entro il 2030, per poter raggiungere l’obiettivo di zero emissioni entro il 2050. Obiettivi ambiziosi che non possono essere raggiunti, dice il sottosegretario, senza porre i cittadini come protagonisti e beneficiari di questa trasformazione del mercato energetico: “Abbiamo bisogno di una economia che sia rispettosa dell’ambiente, il settore elettrico deve essere incrementato nella direzione delle energie rinnovabili e dobbiamo raggiungere l’obiettivo dell’efficienza energetica, oltre che puntare su una mobilità elettrica”.

Investimenti Ue: come attuare la transizione energetica

Anche Tajani condivide la visione di una transizione energetica che avvenga in tutti gli ambiti, non solo nell’innovazione delle fonti rinnovabili, come l’eolico e il solare, ma anche con l’innovazione tecnologica ad esempio di batterie per immagazzinare l’energia pulita e di forti investimenti da parte dell’Unione europea che rafforzi la crescita del settore e la competitività per creare anche nuovi posti di lavoro: “Vogliamo aumentare del 50% gli investimenti, da circa 80 miliardi di euro a 120 miliardi”. I fondi serviranno, spiega Tajani, per attrarre una “transizione energetica che sia inclusiva, giusta ed equa, accessibile nello stesso modo a tutti i Paesi europei. Il settore nel 2007 ha creato oltre 1 milione di posti di lavoro, la buona strada è stata imboccata”.

Sistema energetico: consumatore è il “cuore”

Ma come portare i cittadini e consumatori al centro della transizione energetica? Le parole chiave sono flessibilità e modelli consumer-oriented. Il consumatore per l’industria dell’elettricità e per Eurelectric diventa il “cuore del sistema energetico”, perché come hanno sottolineato Vera Pinto Pereira, executive board membre di Edp, e Chris Peeters, CEO di Elia Group, sono proprio le richieste dei consumatori a modellare il mercato energetico. La stessa Pinto Pereira ha sottolineato durante la sessione pomeridiana del Power Summit 2019 nella Stazione Leopolda a Firenze la necessità di “filtrare la transizione puntando su smart client solution per permettere agli utenti di essere parte attiva del processo di decarbonizzazione del comparto energetico”. Per farlo, ha spiegato Peeters, bisogna avvalersi delle soluzioni offerte dalla digitalizzazione del sistema, che permette una maggiore flessibilità e una produzione che in futuro sarà modulata sul bisogno degli utenti.

Efficienza energetica e comunità energetiche: nuovo modello di business

Per raggiungere gli obiettivi, è importante considerare anche l’efficienza energetica che deve essere massima e questo avviene in un nuovo fenomeno che è allo studio dei modelli di business. Si tratta delle comunità energetiche, come quella in Germania a Colonia di cui ha parlato Christian Feisst, CEO di Greencom Networks. Le case della comunità sono state dotate di impianti per la produzione di energia dal vento e dal sole, con risultati sorprendenti.

La comunità energetica del progetto Stegerwaldsiedlung infatti ha raggiunto l’indipendenza energetica al 70% da altre sorgenti di energia, con il 60% di riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO2). Inoltre con l’ottimizzazione dei sistemi da parte delle intelligenze artificiali, Peeters ha spiegato che è stato possibile migliorare del 17% il costo dell’energia, ridurre del 19% le emissioni di CO2 e incrementare l’indipendenza energetica da altre sorgenti del 10%. Tutti risultati che sembrano dimostrare che questo è uno dei sistemi validi per creare delle comunità energetiche e incentivarle, anche attraverso delle tariffe agevolate nei costi delle bollette.

Sfruttando così l’efficienza energetica, nei prossimi anni si potrà attuare un processo che porterà a una transizione energetica che sia consapevole da parte dei cittadini e che soprattutto li veda protagonisti di quell’evoluzione nel settore dell’elettricità che la lotta ai cambiamenti climatici chiede a tutti noi, per sviluppare politiche energetiche che preservino il mondo e l’ambiente in cui viviamo.