Energia

Gas, l’annuncio di Ortis: “Da ottobre contenimento delle bollette”

Alessandro Ortis

E’ in arrivo per gli italiani un contenimento dei prezzi del gas: lo ha annunciato il presidente dell’Autorità per l’energia Alessandro Ortis nella sua ultima relazione annuale al parlamento.

“Per trasferire ai consumatori i primi benefici delle nuove dinamiche del mercato internazionale (rinegoziazioni di contratti di lungo termine e mercati spot), opereremo un contenimento dei prezzi al consumo del gas a partire dal primo ottobre prossimo, prima dei maggiori consumi invernali delle famiglie”, ha annunciato il presidente dell’Autorità per l’energia.

“Nel settore elettrico, le tariffe che remunerano i servizi a rete sono diminuite, dal 2004 a oggi, del 5% in termini nominali e del 14% in termini real. Una riduzione che non ha inciso negativamente sugli investimenti, raddoppiati nello stesso periodo, e sui miglioramenti della qualità del servizio”. Lo ha affermato il presidente dell’Autorità per l’energia, Alessandro Ortis, nella relazione annuale,

Guardando ai prezzi all’ingrosso del gas, inoltre, il metano ”in Italia è più caro mediamente di 3-4 centesimi di euro per metro cubo, ovvero di oltre il 10% rispetto ai mercati all’ingrosso europei”. Una differenza di prezzo non dovuta ad una motivazione tecnica.

Riguardo alle energie rinnovabili, Orti ha sottolineato che “sono necessarie una revisione della durata e del livello delle incentivazioni, con particolare attenzione al solare fotovoltaico e una correzione dei malfunzionamenti del mercato dei certificati verdi”, e ha avvisato che ”senza interventi, c’è il forte rischio di un aumento delle bollette fino a oltre il 20% da qui al 2020”. Secondo Ortis è necessaria la ”massima efficienza” nello sfruttamento delle fonti rinnovabili, mentre ”oggi il nostro sistema è molto inefficiente.

Ortis ha anche sottolineato l’efficacia della liberalizzazione nel settore elettrico che, ha detto, ha portato ”una riduzione di oneri stimabile in più di 4,5 miliardi di euro all’anno, rispetto al 1999”. Per quanto riguarda il gas, invece, ”nonostante il rapido avvio (nel 2000) del processo di liberalizzazione, la situazione reale dei mercati resta insoddisfacente”.

Negli ultimi anni, infatti, ”la disponibilità di nuova capacità per importazione e diversificazione è rappresentata solo dal nuovo rigassificatore di Rovigo e dai potenziamenti di gasdotti esistenti, imposti da autorità nazionali ed europee”. Ortis ribadisce quindi la necessità di una separazione proprietaria di Snam da Eni e suggerisce la soluzione Cdp, ricordando che ”l’analoga separazione Terna-Enel ha pure rafforzato le capacità di sviluppo internazionale dello stesso Gruppo Enel”.

”Il 92% della capacità infrastrutturale per le importazioni di gas resta in mano al gruppo Eni che, con le vendite oltre frontiera destinate all’Italia, si attesta ancora sul 65% circa delle immissioni”.

A questo proposito ”un passaggio del controllo di Snam da Eni a Cassa Depositi e Prestiti, per esempio, farebbe certamente bene al mercato, ai consumatori e allo stesso sviluppo di Snam, che si potrebbe proiettare anche oltre i confini nazionali”.

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