I giganti dell’energia pagheranno per costruire nuove centrali in Cina e India

Pubblicato il 14 luglio 2010 21:46 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2010 21:46

Le Nazioni Unite devono investire miliardi di sterline per tagliare le emissioni di anidride carbonica  di circa 20 centrali a carbone e altamente inquinanti ancora attive in Cina e India. Il Guardian parla di 12 società britanniche ed europee che hanno comprato carbone dalla Cina e dall’India per compensare i tagli sulle emissioni di Co2 a beneficio delle stesse compagnie che dovrebbero, con questi soldi, aggiornare le centrali e usare carbone nuovo. Insomma i ricchi devono aiutare i poveri per un clima più pulito.

Questo tipo di investimento porterebbe a un guadagno  di circa 3,5 miliardi di sterline. Ciò renderebbe l’organismo delle Nazioni Unite uno dei più grandi provider al mondo di fondi per la combustione del carbone nuovo.  E’ partita quindi la corsa da parte delle imprese che utilizzano il vecchio carbone inquinante per accaparrarsi i fondi delle Nazioni Unite, come il gruppo indiano Adan. Per le due grandi centrali di Mundra in Gujarat, Adani guadagnerà circa  25 milioni di sterline all’anno, grazie all’utilizzo della nuova tecnologia che brucia il carbone a temperature più basse e emette anidride carbonica fino al 30% in meno centrali convenzionali.  Altre compagnie stanno ora esaminando se possono beneficiare come Eskom, il gigante sudafricano, che con  una diminuzione di  6,5 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno per 10 anni guadagnerà decine di milioni di sterline.

Ma il progetto non piace a tutti. Un  report dell’ong britannica Sandbag.org parla di allungare i tempi dei tagli sulle emissioni: una crescita di emissioni fino al 2016 e non una riduzione.