“JP Morgan manipolò mercato energia”: accusa che le costerà 1mld di dollari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Luglio 2013 0:00 | Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2013 0:01
"JP Morgan manipolò mercato energia": accusa che le costerà 1mld di dollari

“JP Morgan manipolò mercato energia”: accusa che le costerà 1mld di dollari (Foto LaPresse)

NEW YORK – Manipolazione del mercato dell’energia in California e nel Midwest degli Stati Uniti. La JP Morgan sarebbe vicina a sborsare un risarcimento da un miliardo di dollari alla Ferc, l’autorità di vigilanza americana del mercato energetico. Il Wall Street Journal scrive che la JP Morgan, guidata dal banchiere Jamie Dimon, avrebbe speculato spacciando “centrali elettriche in perdita per fonti di profitto”.

Dalla banca americana non arrivano commenti, scrive ancora il Wall Street Journal, ma fonti vicine a JP Morgan confermerebbero che la firma dell’accordo con la Ferc e il risarcimento sarebbero vicini. Blythe Masters, una dei top manager di JP Morgan, ha negato ogni accordo sostenendo che la banca ed i suoi impiegati non hanno tenuto comportamenti scorretti. La JP Morgan però nel secondo semestre del 2013 ha registrato nel suo bilancio una spesa di 600 milioni di dollari per “spese processuali” non meglio specificate.

L’indagine della Ferc nei confronto della banca di New York è iniziata nel 2011, quando la California Independent System Operator, che supervisiona il prezzo di vendita dell’energia, accusò il mercato di aver usato una strategia per trarre profitti eccessivi sull’energia. Un accusa non lanciata direttamente contro la JP Morgan, ma che la vede tra i protagonisti del mercato energetico in California proprio nel periodo delle accuse.

Thomas P. Olson, un avvocato della Ferc, nel luglio 2012 in tribunale depositò un atto in cui si spiegava che “tali pagamenti improri ai fornitori di energia erano caricati sulle famiglie, le imprese e gli enti pubblici, cioè sugli utilizzatori finali dell’elettricità”.

Inoltre, secondo quanto rivelò il New York Times in precedenza, la top manager del gruppo, Blythe Masters, sarebbe stata accusata di “dichiarazioni false e ingannevoli pronunciate sotto giuramento”: in America un reato penale. Torna così alla mente lo scandalo Enron, un’azienda improvvisamente fallita nel 2001 dopo aver investito in modo “spericolato” in alcuni derivati finanziari nel settore energetico. Inevitabile quindi il parallelo con gli altri scandali nel campo dei derivati finanziari, come quello dei mutui subprime che diede il via alla crisi finanziaria deò 2008 e culminò con il fallimento di Lehman Brothers.