Nucleare, stress test: “Centrali Ue insicure con terremoti e attacchi”

Pubblicato il 28 ottobre 2011 12:29 | Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2011 12:37

BRUXELLES – Stress test alle centrali nucleari europee con più di qualche buco. Questo l’allarme lanciato da Greenpeace ad una prima valutazione delle analisi di tenuta realizzate sui 134 reattori attivi nella Ue. Secondo la Ong esistono infatti ”lacune allarmanti” nei test realizzati dalle autorità di supervisione e dagli operatori degli impianti, una misura decisa dopo la tragedia di Fukushima.

”Uno dei principali problemi è che manca ancora la piena trasparenza – spiega al telefono Jan Haverkamp, consulente di Greenpeace per l’energia nucleare – abbiamo infatti potuto valutare tutti i rapporti dei supervisori ma solo metà di quelli degli operatori”.

Dalle oltre 10 mila pagine di prove ed analisi emerge comunque una lacuna comune a tutti, spiega sempre Haverkamp, ”manca uno studio di impatto sulle prime conseguenze di un eventuale incidente sulla popolazione: non ci sono i piani per l’evacuazione”. Oltre a ciò la Ong ambientalista lamenta che ”l’età dei reattori non viene adeguatamente considerata” che ”non vengono analizzati i pericoli di un’avaria ad un multireattore e gli effetti di un incidente provocato da aerei di grandi dimensioni”.

Greenpeace sottolinea inoltre le grandi differenze presenti tra un paese e l’altro al momento di analizzare pregi e difetti dei loro impianti. La Francia viene indicata come ”più rigorosa” nei suoi test, anche per via della maggior autonomia dei supervisori nazionali, mentre Svezia, Regno unito e Repubblica ceca vengono accusate di ”non aver fornito diverse informazioni”. ”Fukushima – si legge nel comunicato della Ong – ci ha insegnato a pensare l’impensabile e questi test hanno costretto i direttori delle centrali a farlo. Ma – la conclusione di Greenpeace – è che ci sono ancora importanti lacune”.

Il 31 ottobre scade il termine ultimo per presentare i rapporti sulla tenuta delle centrali nucleari, quindi la Commissione Ue presenterà un rapporto preliminare ai ministri dell’energia il prossimo 9 dicembre a Bruxelles.