Obama vuole aprire vaste aree offshore per trivellare in cerca di petrolio e gas naturale

Pubblicato il 31 Marzo 2010 11:58 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2010 12:11

Le zone costiere che Obama vuole aprire alle trivellazioni

L’amministrazione di Barack, Obama intende aprire vasti tratti di mare – molti di essi per la prima volta – lungo la Costa Atlantica, la parte orientale del Golfo del Messico e la costa settentrionale dell’Alaska per trivellazioni alla ricerca di petrolio e gas naturale, a quanto informa il New York Times citando fonti governative.

La proposta di Obama – un compromesso che sarà bene accolto dalle compagnie petrolifere e dai sostenitori delle ricerche domestiche, ma non altrettanto dagli stati coinvolti e da molte organizzazioni per la tutela dell’ambiente – porrebbe fine ad una lunga moratoria delle ricerche petrolifere lungo la costa orientale, dall’estremità settentrionale del Delaware alla costa centrale della Florida, un’area di 67 milioni di ettari.

Il piano escluderebbe dalle trivellazioni la costa a nord del New Jersey e la Costa del Pacifico, dal Messico al confine canadese. Anche la Bristol Bay nell’Alaska sudoccidentale sarebbe esclusa dalle ricerche. D’altra parte sarebbero inclusi vasti tratti del Mare di Chukchi e del Mare di Beaufort nell’oceano Artico a nord dell’Alaska, per un totale di 53 milioni di ettari.

L’iniziativa di Obama è diretta a ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio importato, generare introiti dalla vendita di affitto offshore e trarre appoggio da leggi riguardanti l’energia e il clima.

Ma le dimensioni delle aree interessate alle trivellazioni possono avere per Obama anche un costo politico. Non è infatti certo che la proposta otterrà l’appoggio del disegno di legge sul clima da parte di senatori vicini all’industria del petrolio.

Il senato comincerà l’esame del disegno di legge sul clima nelle prossime settimane, l’ultima possibilità di approvarlo prima che l’interesse politico si sposti verso le elezioni di medio termine a novembre. E anche se le compagnie petrolifere sono soddisfatte della proposta di Obama, questi dovrà vedersela con i governatori degli stati costieri e con gli ambientalisti, secondo i quali le relativamente piccole quantita’ di petrolio estratto non valgono i rischi ambientali.