Petrolio, scorte. Crollo prezzi, mondo ”inondato”, non si sa più dove metterlo

Pubblicato il 6 Marzo 2015 19:47 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015 19:47
Un pozzo di petrolio

Un pozzo di petrolio

USA, NEW YORK – Il mondo è ‘inondato’ di petrolio e il nuovo dilemma è dove immagazzinarlo. Le forniture di petrolio americano sono – scrive il Wall Street Journal – ai massimi da 80 anni e l’hub di Cushing, in Oklahoma, per conservare il greggio e’ vicino ai massimi della sua capacita’.

Il rischio – secondo gli analisti – e’ un ulteriore crollo dei prezzi, con i produttori che potrebbero scontare il petrolio per mancanza di spazio per conservarlo. Nuovi serbatoi e cisterne sono in via di costruzione negli Stati Uniti e dovrebbero essere pronti per fronteggiare l’emergenza.

Quando l’offerta e la domanda di petrolio sono quasi bilanciate, i depositi di petrolio e le cave sotterranee sono il posto ideale per conservarlo alcuni giorni in attesa che il trader trovi un acquirente. Ma con i produttori che pompano 1,5 milioni di barili al giorno in più rispetto alla domanda globale, la richiesta di spazi per immagazzinare il petrolio è in forte aumento e le scorte potrebbero durare anni.