Rinnovabili, l’ex ministro Clò: “600 miliardi per eliminare petrolio, metano e carbone dalle centrali elettriche”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 gennaio 2019 21:27 | Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2019 21:27
Rinnovabili, l'ex ministro Clò: "600 miliardi per eliminare petrolio, metano e carbone dalle centrali elettriche"

Rinnovabili, l’ex ministro Clò: “600 miliardi per eliminare petrolio, metano e carbone dalle centrali elettriche” (Foto Ansa)

I Paesi dell’Unione Europea dovrebbero spendere circa 600 miliardi di euro per sostituire le centrali alimentate da fonti fossili (petrolio, metano e carbone, che forniscono il 40% della generazione elettrica) con nuove fonti rinnovabili. Il dato emerge da un’analisi di Alberto Clò, già ministro dell’industria del Governo Dini, direttore della rivista “Energia”, sul Blog di Sara Assicurazioni (www.viapo20.it), Assicuratrice Ufficiale dell’Automobile Club d’Italia.

Petrolio, metano e carbone sono responsabili del 70 per cento delle emissioni di gas serra. Secondo Clò gli Stati che hanno firmato l’accordo di Parigi 2015 “non stanno facendo nulla di concreto rispetto a quello che si dovrebbe fare”, col risultato che le emissioni sono tornate a crescere. In Italia ”parlare e dibattere di energia è divenuto ormai impossibile in un continuo logorante scontro tra opposte fazioni ove le reciproche demonizzazioni fanno aggio su ogni sereno confronto”. Ne consegue che il pessimismo sulla transizione energetica “è assolutamente giustificato”.
 
Il sistema ETS creato nel 2005, spiega Sara Assicurazioni in una nota, è il primo mercato mondiale di biossido di carbonio che ha l’obiettivo di contrastare i cambiamenti climatici. L’ETS fissa un tetto massimo alle emissioni di CO2 prodotte da industria pesante, centrali elettriche e compagnie aeree, responsabili del 45% delle emissioni di gas serra nell’Unione Europea.

Con il “carbon leakage”, ovvero la delocalizzazione delle industrie in Paesi con restrizioni meno rigorose alle emissioni di CO2, “il danno all’ambiente è immediato per il Paese che non ha disincentivato le emissioni nocive, ma quello per l’ambiente del Pianeta non diminuisce”. “E’ un po’ come spazzare e nascondere l’immondizia sotto il tappeto”, conclude Clò, che poi aggiunge: ”Se calcolassimo le emissioni
esportate dall’Europa vedremmo che il loro livello non è diminuito, come Bruxelles si vanta di
aver conseguito, ma aumentato non di poco”.