Trieste come Brindisi: no al rigassificatore atteso dal 2005, Gas natural molla?

Pubblicato il 29 Novembre 2012 10:58 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2012 12:25
Trieste come Brindisi: proteste per il rigassificatore. Spagnoli verso l'addio?

Trieste come Brindisi: proteste per il rigassificatore. Spagnoli verso l’addio?

TRIESTE – Trieste come Brindisi: potrebbe finire così per il rigassificatore di Zaule. Come a Brindisi, anche a Trieste si sta aspettando da anni: l’iter per l’autorizzazione dell’impianto è partito nel 2005. Dopo sette anni ancora non si vede la fine. In gioco c’è un investimento da 500 milioni. E gli spagnoli di Gas Natural potrebbe stancarsi, come a Brindisi gli inglesi di British Gas dopo undici anni.

A Brindisi, alla fine, la casa madre britannica ha ordinato alla controllata italiana di rinunciare, facendo sfumare l’investimento previsto da 800 milioni e la creazione di oltre 500 posti di lavoro. A Trieste si potrebbe riproporre lo stesso epilogo.

Il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha sottolineato che il rigassificatore di Zaule è un “progetto indispensabile” per il Paese e il territorio. Il rigassificatore aiuterebbe l’economia locale e permetterebbe di diminuire la dipendenza italiana dal gas estero, facendo diventare Trieste un importante hub del gas sud-europeo, anche per la sua posizione strategica vicina ad Austria, Germania e Balcani.

Ma con il parere positivo del Comitato tecnico regionale per la Sicurezza e poi il sì della Conferenza regionale dei servizi si sono riaccese le proteste, che vedono per una volta d’accordo Movimento 5 Stelle e Sel, Lega e Pd. I Comuni di Trieste e di Muggia e la Provincia si oppongono al progetto. Il 28 novembre c’è stata una manifestazione in piazza Unità.

Gli ambientalisti si oppongono per i rischi per il bacino Adriatico, già a in pericolo per la presenza dell’oleodotto transalpino e di rotte commerciali che vedono un consistente transito di navi merci.

Confindustria Trieste si dice favorevole al rigassificatore, “utile per il rilancio economico del territorio”, a condizione, però, che vengano usate le “tecnologie più avanzate in termini di sicurezza, un’attenzione all’impatto ambientale e paesaggistico e la creazione di posti di lavoro”. E chiede che la Gas Natural “migliori il dialogo con il territorio e interagisca maggiormente con gli attori principali che lo rappresentano”.