Portogallo in controtendenza, record nella classifica della democrazia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 settembre 2018 7:21 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2018 9:24
Portogallo in controtendenza, record nella classifica della democrazia

Portogallo in controtendenza, record nella classifica della democrazia

LISBONA – Nell’Europa attraversata dai venti del sovranismo e dell’autoritarismo, il “piccolo” Portogallo (10,291 milioni di abitanti e 92.391 chilometri quadrati) cresce in controtendenza non solo sul piano economico, ma anche su quello politico e sociale. E secondo il Rapporto annuale del progetto V-Dem realizzato da un’équipe di ricercatori ed esperti con sede presso l’Università svedese di Gӧteborg, balza al decimo posto nella graduatoria internazionale delle democrazie. Un motivo di vanto in più per l’attuale governo di sinistra, guidato dal socialista António Costa, con una variegata coalizione che comprende i comunisti del Bloco de Esquerda e i Verdi.

Al di là degli aspetti formali, lo studio analizza la qualità della democrazia: cioè il rispetto dei diritti e delle libertà dei cittadini. Il Portogallo è preceduto in questa classifica da Norvegia, Svezia, Estonia, Svizzera, Danimarca, Costa Rica, Finlandia, Australia e Nuova Zelanda. In base agli indicatori elettorali di settore, il Paese del premier Costa scende di un posto nel campo della libertà e dell’uguaglianza sociale, arretrando al 38° in materia di partecipazione politica.

I ricercatori del progetto V-Dem hanno cominciato a raccogliere i dati nel 2010. Su scala globale, sono state coinvolte più di cinquemila persone fra ricercatori ed esperti consultati per l’elaborazione dei risultati. “Negli ultimi 8-10 anni – dice Tiago Fernandes, il coordinatore della ricerca per il Sud Europa – la tendenza mondiale è stata, se non proprio di una regressione, quella di una erosione della democrazia: non solo Paesi che già non erano democratici, come la Russia e la Turchia, sono diventati più autoritari, ma alcune democrazie consolidate come il Brasile hanno dovuto subire un deterioramento”.

Alla luce di queste indicazioni, il record in controtendenza del Portogallo risulta tanto più apprezzabile e significativo a poco più di quarant’anni dalla “Revolucion dos Cravos” (la Rivoluzione dei garofani) che nel 1974 rovesciò il lungo regime del dittatore António Salazar, primo ministro dal ’32 al ’68, a cui succedette per pochi anni Marcelo Caetano.

Oggi, dopo l’arrivo della troika di Bruxelles e il risanamento dei conti pubblici, il Paese vive un boom economico favorito dal turismo e dalle esportazioni (prodotti agricoli e industria conserviera). E tuttavia i portoghesi ci invidiano perché ora Cristiano Ronaldo gioca in Italia: perfino il premier Costa, invitato recentemente alla Festa dell’Unità di Ravenna insieme all’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, non ha resistito alla tentazione di allungare il suo viaggio per assistere alla partita Parma-Juventus e all’esordio del mitico CR7 nel nostro Campionato.