facebook

Facebook ammette: “Sbagliati i nostri dati su pubblicità”. Via a revisione ma inserzionisti…

Facebook ammette: "Sbagliati i nostri dati su pubblicità". Via a revisione ma inserzionisti...

Facebook ammette: “Sbagliati i nostri dati su pubblicità”. Via a revisione ma inserzionisti…

NEW YORK – Facebook ammette: sulla pubblicità abbiamo sbagliato. In verità errori “solo su 4 valori” rispetto agli oltri 200 presi in esame. Ma tanto basta per creare, ovviamente, subbuglio tra i tanti inserzionisti del social network.

Nel dettaglio il social network di Mark Zuckerberg ha scoperto nuovi problemi nelle metriche per la misurazione su come gli ‘amici’ interagiscono con i contenuti pubblicitari. Ed è corsa ai ripari annunciando una revisione delle misure usate, anche in collaborazione con colossi come Nielsen e comScore. L’ammissione pubblica degli errori e la soluzione individuata puntano a rassicurare gli inserzionisti, offrendo maggiore chiarezza.

Facebook è infatti nel mirino da mesi per le sue misurazioni della pubblicità, in base alle quali stabilisce i prezzi da far pagare, dopo essere stata costretta a denunciare un errore nel riportare agli inserzionisti il tempo trascorso dai suoi ‘amici’ sui video pubblicitari. Gli attuali errori rinvenuti sono di minore portata, e non influenzano i prezzi pagati.

Si tratta infatti di quattro misure mal calcolate sulle oltre 220 usate dal social network. Ma questo probabilmente non rassicurerà molto gli inserzionisti, che usano la piattaforma per raggiungere gli oltre un miliardo di ‘amici’ di Facebook, e che hanno già chiesto che siano società terze a valutare i dati di Facebook ora non affidabili completamente.

Fra gli errori rinvenuti c’è l’aver sovrastimato il numero delle persone esposte a post che non erano inserzioni a pagamento. Un altro errore riguarda invece aver sottostimato il numero delle persone che guarda i video pubblicitari fino alla fine. ”Alcuni degli errori hanno maggiore impatto rispetto ad altri” afferma Facebook, impegnandosi a correggere le mancanze. E questo perché la pubblicità è il motore di crescita di Facebook, rappresentando la quota maggiore sul totale ricavi della società pari, nel terzo trimestre, a 7,01 miliardi di dollari.

”I clienti vogliono avere fiducia quando assumono le loro decisioni di investimento. Vorrei che fossimo considerati come trasparenti. Vogliamo mostrare il nostro impegno in questo senso” afferma Carolyn Everson, vice presidente per le soluzioni globali di marketing di Facebook.

To Top