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Cuba, il revival nostalgico di Fidel: ricorda la Rivoluzione e attacca gli americani. Intanto il Paese fa la fame

fidel castro

Fidel Castro

Fidel Castro è tornato in pubblico, per celebrare Jose Marti, “eroe della Rivoluzione”: forse nessuno gliel’ha detto che la Guerra Fredda è finita da un pezzo e che Cuba è afflitta da ben altri problemi. Ai nostalgici sarà venuta giù la lacrimuccia, nel ricordo dei “bei tempi che furono”. Gli anni passano, ma Fidel è sempre lì: certo, gli acciacchi si fanno sentire e lo smalto non è quello dell’epoca in cui con il “compagno” Che Guevara difendeva con le unghie e con i denti la sua isola dal “nemico yankee”. Ma l’incubo del “diavolo” americano continua ad agitare i sonni del Lider Maximo, che nel giorno della commemorazione della Rivoluzione, ha trovato lo spunto per prendersela ancora una volta con “l’imperialismo degli Usa” che “ha costretto Cuba all’isolamento” (attraverso l’embargo).

Ma la nostalgia è di casa nella famiglia Castro: Raul ha atteso la grave malattia del fratello maggiore per essere investito del potere e ha subito colto la palla al balzo per “svecchiare” gli apparati. E per dimostrarlo ha deciso di affidare il discorso principale al vice presidente José Ramón Machado Ventura, un “giovincello” di soli 79 anni, e coetaneo proprio di Raul. I cubani non avranno notato grandi differenze rispetto all’ottantatreenne Fidel e gradirebbero sicuramente che i potenti si concentrassero maggiormente sui problemi che pressano il Paese, martoriato dalla povertà.

Fidel e i suoi però continuano a tirare dritto con la loro “crociata” antiamericana: durante la cerimonia del 26 luglio hanno reso omaggio a Jose Marti, considerato eroe nazionale, nella Piazza della Rivoluzione dell’Avana. L’ex presidente ha annunciato che chiederà la celebrazione di una sessione straordinaria del parlamento per parlare sul conflitto degli Stati Uniti con l’Iran e Corea del Nord. In questa giornata si festeggia il 57° anniversario dell’assalto fallito contro la caserma Moncada capeggiata da Fidel nel 1953, azione considerata l’inizio della Rivoluzione.

Ricordare la storia è importante, ma sarà difficile che i cubani riusciranno a sfamarsi con i racconti di questi “vecchietti rivoluzionari”.

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